Alberto Santoro della CAN: “Abbiate fame e credeteci sempre”

Alberto Santoro della CAN: “Abbiate fame e credeteci sempre”

Sezione di Molfetta

La Sezione “Paolo Poli” di Molfetta, mercoledì 27 aprile, in occasione della riunione tecnica, ha ospitato l’arbitro di Serie A Alberto Santoro, della Sezione di Messina.

La riunione è stata incentrata sulle caratteristiche fondamentali che un direttore di gara deve possedere, lasciando a tutti gli associati, specie a coloro che hanno da poco intrapreso la carriera arbitrale, importanti spunti di riflessione e di crescita.

Santoro ha sottolineato come il regolamento, la personalità, la preparazione atletica, la voglia di superarsi e la conoscenza del calcio costituiscano aspetti imprescindibili per un arbitro, e che in ogni errore commesso può essere colta un’opportunità per migliorarsi.

Durante la riunione, l’arbitro a disposizione della Commissione Arbitri Nazionale guidata da Gianluca Rocchi, ha raccontato con filmati e slide la propria carriera, composta da molti sacrifici ma anche da tante soddisfazioni: “L’arbitraggio come la vita è fatto di alti e bassi; non dobbiamo planare ed appagarci quando le cose vanno bene; dobbiamo, invece, continuare a crederci e lavorare sodo quando le partite non vanno come desideriamo”.

“Per poter crescere è di vitale importanza frequentare la Sezione, circondarsi di amici fidati e collaborare dentro e fuori dal campo” – ha proseguito, sottolineando l’importanza della collaborazione, punto chiave di ogni successo.

All’interno del suo discorso, Santoro ha voluto esaminare diversi episodi di alcune sue gare: l’episodio, analizzato dal punto di vista tecnico con i colleghi, era un assist per i concetti comportamentali di cui parlava ai presenti. 

A chiusura del suo discorso, è emerso come la “fame” spinga verso qualsiasi traguardo e costituisca un punto fermo nel raggiungimento di ogni obiettivo: “Senza motivazione, voglia di migliorarsi e soprattutto senza divertimento è difficile poter pensare di andare avanti”. L’ospite ha voluto poi chiudere la riunione nel ricordo commosso di Daniele De Santis, suo amico e collega ai tempi della Serie C.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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