Alessandro Malfer parla alla sua Rovereto: “Indescrivibili le emozioni che suscita un palazzetto pieno”

Alessandro Malfer parla alla sua Rovereto: “Indescrivibili le emozioni che suscita un palazzetto pieno”

Sezione di Rovereto

Probabilmente, quando nel 1954 a Basilea si assisteva alla fondazione della UEFA, nessun appartenente all’allora giovane Sezione di Rovereto avrebbe immaginato di vedere, un giorno, un proprio associato indossare la divisa della neonata organizzazione. Tuttavia, per molti anni Alessandro Malfer ha reso ordinario ciò che ordinario non è. Al momento, al termine di una carriera ricca di grandi soddisfazioni, ricopre il ruolo di osservatore di Futsal per la UEFA. Quindi, alla Riunione Tecnica Obbligatoria del 21 febbraio - tenuta appunto da Malfer - la partecipazione, per l’occasione estesa anche agli associati delle Sezioni di Trento e Arco-Riva, è stata alquanto nutrita.

“Dopo tanti anni trascorsi nei palazzetti di tutto il mondo, mi trovo ora a vivere un’esperienza diversa – ha affermato Malfer all’inizio dell’incontro – e a ricoprire un ruolo che spero mi aiuti a restituire almeno parte di ciò che ho avuto la fortuna di ricevere nel corso della mia carriera”.

Alessandro ha sottolineato come il Futsal italiano sia ancora uno sport in fase di evoluzione, esprimendo grande fiducia nel processo di maturazione della disciplina che ha caratterizzato gli ultimi anni. “In occasione delle Finali Europee - Malfer ha diretto nel 2018 la Finale dell’Europeo di Futsal - questo sport gode di una visibilità straordinaria e ciò, inevitabilmente, influisce sull’arbitraggio. Un palazzetto pieno, vi assicuro, dona sensazioni pressoché identiche a quelle che scaturiscono dal calcare il campo di un grande stadio. A me il rumore del tifo ha sempre dato molta energia e, paradossalmente, mi ha aiutato a concentrarmi.”

Dopo tanti anni trascorsi nel mondo del Futsal, Alessandro, che lo conosce molto bene, ha invitato i giovani arbitri a prendere coscienza delle sue peculiarità: “È uno sport molto diverso dal Calcio a 11, con dinamiche differenti e abilità tecniche spesso molto elevate, che non devono essere sottovalutate. L’esperienza in ambito internazionale - ha continuato Malfer - è estremamente stimolante. Durante i giorni di gare si è un tutt’uno con la squadra arbitrale. Le giornate sono molto intense e gli orari scanditi nei minimi dettagli. Per questo è importante essere capaci di andare oltre le inevitabili differenze e i piccoli attriti che possono crearsi con i colleghi: l’obiettivo è comune, ognuno deve dare il massimo”.

Per quanto concerne, invece, il suo incarico di osservatore UEFA, Malfer ha specificato: “Fare l’osservatore non vuol dire soltanto valutare la prestazione in sé, ma richiede anche la capacità di comprendere ogni situazione. Per questo motivo mi piace dialogare con gli arbitri che vado a visionare”.

La riunione si è conclusa la visione e l’analisi di alcuni filmati tratti da gare dirette da Malfer.

 

In gallery:

1. Un momento della lezione tenuta da Alessandro Malfer;

2. Associati delle tre Sezioni trentine intervenuti alla Riunione Tecnica Obbligatoria;

3. Un’immagine della Finale del Campionato Europeo di Calcio a 5 diretta da Malfer nel 2016.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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