Alessio Tolfo: l'importanza del confronto per minimizzare il rischio di errore

Alessio Tolfo: l'importanza del confronto per minimizzare il rischio di errore

Sezione di Varese

Cento partite in Serie A, carisma e competenza sono proprie di Alessio Tolfo, che all'indomani della gara Udinese - Inter, ha omaggiato con la sua presenza la Sezione di Varese, raccontando la sua esperienza ad una platea attenta e numerosa.

Più che una Riunione Tecnica, è stato un piacevole confronto, nel quale Tolfo, assistente arbitrale della Sezione di Pordenone in forza alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, si è raccontato in totale trasparenza, rispondendo anche a tutte le domande che gli sono state poste.

Punto di partenza è stata la carriera arbitrale di Alessio che in merito ha dichiarato: “L’arbitraggio è un'opportunità di crescita per chiunque. Bisogna lavorare molto su sé stessi, spingersi a migliorare e per farlo è necessario trovare piacere nell’allenarsi, nel partecipare alle Riunioni Tecniche, ma soprattutto nel rispettare le regole, che sono tante e molte non tutte sono scritte, come ad esempio quelle comportamentali perché il rispetto dei ruoli, sebbene non sia normato, è fondamentale.

L’errore è sempre dietro l'angolo e a volte può essere anche clamoroso. “Nei primi tempi che arbitravo mi vergognavo di sbagliare. Per fortuna, si cresce - ha continuato Alessio - e ci si rende conto che è una caratteristica che accomuna tutti noi. Non esiste il percorso perfetto, non si può pensare di non commettere errori, ma si lavora per cercare di evitarli soprattutto durante i raduni, nei confronti con gli altri arbitri, visionando le partite e durante le Riunioni Tecniche in Sezione. La Seziona diventa la casa di ogni arbitro, un punto di riferimento prezioso che aiuta a restare in equilibrio, tra gli alti e i bassi, che inevitabilmente minano la carriera di ognuno”.

Il suggerimento primario di Tolfo è stato quello di frequentare la Sezione: “Il confronto con gli altri aiuta a crescere e a riconoscere le proprie criticità. Senza i colleghi, senza la Sezione a fare da paracadute, un errore diventa possibile con più frequenza, con il supporto degli altri invece si riduce di gran lunga, perché conversando con i colleghi emergono tante casistiche, ci si abitua al dialogo e anche al contraddittorio”.

Un altro punto all'ordine del giorno è stato il tema della concentrazione: “Che sia la Serie A o il Campionato Under 15, le dinamiche della gara sono sempre le stesse e una delle chiavi di lettura di una partita è la concentrazione. Essere in partita e pensare solo a questa nei novanta minuti, lasciando il mondo fuori dal terreno di giuoco, è fondamentale”.

A chi gli ha chiesto come riesca a conciliare lavoro e arbitraggio, compresa la tappa a Varese, Alessio ha spiegato: “È la passione che ci guida e che ci porta per le Sezioni”. Essere arbitro, allora, è ancora una volta sinonimo di far parte di qualcosa di più grande. Proprio la passione e la dedizione per l’arbitraggio sono state trasmesse dall’ospite ai presenti, che sapranno sicuramente fare tesoro dell'esperienza e dei suggerimenti di un collega, anzi di un amico, abituato a calcare i campi della Serie A.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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