Allenamento e riunione tecnica con l’arbitro CAN La Penna

Allenamento e riunione tecnica con l’arbitro CAN La Penna

Sezione di Gradisca d'Isonzo

La Sezione di Gradisca d'Isonzo ha ospitato Federico La Penna, arbitro della Sezione di Roma 1 a disposizione della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B (CAN), che non si è limitato esclusivamente a tenere la Riunione Tecnica in presenza, bensì ha partecipato all'allenamento pomeridiano al campo sportivo Cosulich, momento formativo importante per gli associati isontini.

Terminato l'allenamento, la riunione è iniziata con i saluti del Presidente sezionale Roberto Semolic e del Presidente del Comitato Regionale Riccardo Ros, seguiti dall'introduzione della carriera dell'ospite, da lui definita, tra ripescaggi e tanta tenacia, “Una vera e propria montagna russa”. Arbitro effettivo dal 2000, La Penna approda nel 2005/2006 nell'allora Commissione Scambi, esordendo nello stesso anno in CAN D; dopo sole tre stagioni viene promosso in CAN C, dopo 63 gara approda in CAN B ed esordisce all'apice del calcio italiano nel 2013, in Atalanta-Chievo.

Il fischietto romano si è concentrato molto sulla forza di volontà, la perseveranza, lo studio e l'applicazione: “Quando iniziai ad arbitrare ero in sovrappeso e, alla mia prima partita, l'allora segretario della mia Sezione mi fece notare che dovevo assolutamente lavorare sul fisico”.

Da questo esempio personale l’ospite ha poi ricordato come la preparazione atletica, la frequentazione dei poli di allenamento e della Sezione sia fondamentale per stimolare i giovani, per crescere come arbitri e uomini nonché per imparare il Regolamento.

“Fondamentale è l'analisi degli episodi con un occhio critico costruttivo e non distruttivo - ha spiegato - Il calcio si evolve, quindi la preparazione tecnica e quella tattica di noi arbitri è sempre più complessa, ma fondamentale. Bisogna prevedere l'episodio e non farsi mai cogliere impreparati, anche quando dovete ancora prendere confidenza nella categoria in cui arbitrate; qualsiasi gara che vi viene data siete in grado di poterla fare, dovete eliminare paure ed energie negative”.

Con bellissimi esempi tratti proprio della sua carriera, La Penna ha infine consigliato di arbitrare ogni partita come se fosse l'ultima, di essere professionisti dentro e fuori dal campo, di avere uno stile di vita adatto e di essere sempre corretti e credibili. “Il campo di calcio è una palestra di vita: non è facile gestire tutti gli eventi; non si arriva da nessuna parte senza l'autocritica e il mettersi costantemente in discussione. Non tutti arrivano in serie A, l'importante è raggiungere la propria serie A senza rimpianti e sapendo di avere dato il massimo: le emozioni sono le stesse, cambiano solo i contesti”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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