Arbitri dipendenti di Enti partecipati dallo Stato: chiarimenti sulla richiesta di autorizzazione al lavoro sportivo

Arbitri dipendenti di Enti partecipati dallo Stato: chiarimenti sulla richiesta di autorizzazione al lavoro sportivo

Con riferimento alle richieste di autorizzazione di associati dipendenti della Pubblica Amministrazione previste dalla riforma del lavoro sportivo (D.Lgs. 36/2021), continuano a pervenire richieste di chiarimento relative alla natura dei rapporti di lavoro svolti alle dipendenze di società partecipate dallo Stato (es. Eni, Enel, Ferrovie dello Stato,  Leonardo, Enav, Poste italiane, ecc.).

Pur non essendo di competenza dell'AIA poter definire la natura privatistica o pubblicistica di tale rapporto giuslavoristico, anche in conseguenza del principio affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 35421 del 1° dicembre 2022, tali rapporti di lavoro non sembrebbero disciplinati dal D.Lgs. n. 165 del 2001 bensì, in assenza di una disciplina derogatoria speciale, dalle norme del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro alle dipendenze di privati.

Per quanto detto, per gli associati dipendenti di società partecipate dallo Stato potrebbe risultare sufficiente anche una mera comunicazione alla propria Amministrazione di competenza in ordine all’intenzione di svolgere attività arbitrale ma, ovviamente, tale interpetazione non potrà che essere puntualmente verificata con i rispettivi uffici del personale dei singoli Enti preposti alla verifica degli aspetti autorizzatori delle attività in oggetto.

In ogni caso, stante l'incertezza della natura di un rapporto che ha reso necessario anche pronunciamenti giurisprudenziali per giungere ad una precisa definizione, si ritiene preferibile che anche gli associati dipendenti da detti Enti producano agli stessi una comunicazione contenente anche una richiesta di formale autorizzazione al prudenziale fine di far decorrere dall'invio di tale comunicazione il termine di 30 giorni decorsi i quali l'autorizzazione all'esercizio del lavoro sportivo sarà da ritenersi in ogni caso accordata (art. 25 co. 6 del DLgs. 36/2021).

Eventuali dinieghi all'esercizio dell'attività arbitrale dovranno essere tempestivamente comunicati alla Segreteria AIA per il successivo trasferimento informativo ai competenti Uffici FIGC. 

Per eventuali informazioni e chiarimenti potrà essere contattato il Componente del Comitato Nazionale Antonio Zappi.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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