Bottegoni: “Arrivare in alto è possibile con passione e lavorando su sé stessi”

Bottegoni: “Arrivare in alto è possibile con passione e lavorando su sé stessi”

Sezione di Reggio Emilia

Nella scorsa Riunione Tecnica, la Sezione di Reggio Emilia ha avuto come ospite Matteo Bottegoni della Sezione di Terni.

La riunione tenutasi a distanza ed in video call si è aperta con i saluti del Presidente della Sezione reggiana Alessandro Ruini all’ospite accompagnato dal proprio Presidente di Sezione Alberto Tatangelo.

La serata si è aperta con una breve introduzione di Matteo sul suo percorso che lo ha visto lasciare il ruolo di arbitro in favore della bandierina: “All’inizio non nascondo che non è stato semplice, ma ho avuto la possibilità di cambiare ruolo senza cambiare il mio obiettivo: arrivare lassù. Durante il percorso così come poi nella vita si hanno delle difficoltà, ma un campione è tale perché alle spalle ha delle sconfitte che lo hanno fatto arrivare fino lì. Anche per l’arbitro è la stessa cosa”.

È un percorso lungo, lo sappiamo bene, ma per procedere step by step ci troviamo di fronte ad un bivio: dover imparare a gestire le emozioni e canalizzarle per scendere in campo sereni.

Bottegoni cita a questo proposito una frase di Stefano Farina: ”Un arbitro deve essere come un pilota degli aerei, con motore acceso perché prima o poi il momento arriva”.

Devi essere pronto a sfruttare la propria occasione che si presenta. È proprio questo il significato del bivio: “Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e altre che invece essendo resilienti riescono a gestire le difficoltà ed arrivare”.

In Giappone, continua Bottegoni, quando si ha un macro-problema chiamano un fisico: scompone il problema partendo dal problema elementare finché non si scompone il macro-problema; nel nostro caso conoscere il regolamento, avere una preparazione atletica adeguata, porsi dei micro-obiettivi raggiungibili come, ad esempio, i vari passaggi di categoria.

Proseguendo nel discorso, Bottegoni ha tracciato i passi per raggiungere l’obiettivo: studio del regolamento, preparazione atletica, migliorare la propria alimentazione, studio delle squadre e degli schemi, comunicazione verbale e para-verbale, visionare tanto calcio tante partite non solo della Serie A ma soprattutto delle vostre categorie, il comportamento (Arbitro dentro e fuori dal campo, utilizzo dei social, arbitro part – time); Tutti oggi sanno tutto degli arbitri, ovvero si possono visionare le statistiche delle squadre, ma le squadre hanno quelle sugli arbitri, Metodo KiZen (il miglioramento continuo); sentirsi arrivati perché conoscono nella nostra categoria significa non reggere, perché non si curano i propri limiti.

Ai ragazzi e ragazze collegate è sicuramente arrivato il messaggio che impegnarsi tanto e bene paga portando ai nostri piccoli risultati personali; non bisogna avere fretta di fare partite importanti, ma nemmeno crogiolarsi e lavorare intensamente per poter arrivare lassù.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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