Bullismo e violenza, temi trattati col Presidente dell’AIA in occasione dell’85° anniversario

Bullismo e violenza, temi trattati col Presidente dell’AIA in occasione dell’85° anniversario

Sezione di Pescara

Esempio, inclusione, rispetto, educazione, libertà, civiltà e amore: sono queste le sette parole chiave che la Sezione AIA di Pescara ha scelto per il convegno dal titolo ‘Il bullismo rivolto agli arbitri di calcio, un sottile equilibrio tra etica sportiva e legalità giuridica’, organizzato in occasione della celebrazione degli 85 anni della Sezione. Evento svolto lo scorso 29 novembre presso la sala consiliare della Provincia di Pescara, alla presenza del Presidente dell’AIA Carlo Pacifici.

Sul delicato tema, oltre a Pacifici, hanno relazionato l’ideatore Francesco Di Censo, Presidente sezionale; Valerio Di Stasio, Responsabile degli Esperti Legali dell’AIA; la psicopedagogista e Consigliera LND regionale Bendotti; il Consigliere LND regionale Giovanni Sorgi; il Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale Élite per il Calcio a 5, Angelo Galante. Intervenuta anche Antonella Allegrino, figlia del compianto Domenico, a cui è intitolata la Sezione.

Durante il convegno, moderato dall’Addetto Stampa dell’AIA Federico Marchi, sono state discusse le varie sfaccettature che caratterizzano la problematica della violenza. Il Consigliere LND Giovanni Sorgi ha spiegato le riforme che il diritto sportivo sta attuando per fronteggiarla, mentre Valerio Di Stasio, Dora Bendotti e Antonella Allegrino hanno stigmatizzato la crescita del deplorevole fenomeno.

A concludere la serie di interventi il Presidente Carlo Pacifici, che ha sottolineato come le aggressioni da parte di calciatori e dirigenti, partono “dal senso di branco”, nella consapevolezza di essere protetti nel gruppo e prendere vigliaccamente di mira qualcuno che non può difendersi. “E tutti coloro che si voltano dall’altra parte diventano responsabili di questo fenomeno, cui numeri non tendono a diminuire”, ha aggiunto rincarando la dose. E ‘sconfinando’ dai campi di calcio il Presidente ha fatto accenno anche alla violenza sulle donne, con gli arbitri in prima linea nella relativa campagna di sensibilizzazione, andando anch’essi in campo, due settimane fa, con un segno rosso sulla guancia. “Il rosso è il colore del sangue, segno della violenza; il rosso è il colore della rabbia, che proviamo quando assistiamo o veniamo informati di episodi di violenza; il rosso è il colore del nostro cartellino più forte che vuol dire espulsione”, perché, per Carlo Pacifici “i violenti vanno allontanati dallo sport”. Ma il doppio tesseramento arbitro - calciatore, adottato da qualche anno, secondo il Presidente dell’AIA può essere un importante strumento di riabilitazione dei violenti, che cimentandosi nell’esperienza arbitrale, “potrebbero veramente capire cosa si prova a essere ‘dall’altra parte’”.

Pacifici ha ricordato, in conclusione di intervento, come di recente gli arbitri italiani siano stati nominati “Ambasciatori dei valori dello sport nella scuola” dal Ministro dell’Istruzione, formalizzando il valore educativo delle 206 sezioni italiane che da sempre sono “presìdi di legalità, giustizia e rispetto”.

Le celebrazioni sono continuate con la consegna della targa per i 65 anni di appartenenza all’Associazione a Ernesto De Camillis, che dall’alto dei suoi 92 anni di età ha invitato i giovani a non perdere mai la motivazione.

Poi tutti al ristorante ‘Le Terrazze, Roof Garden’, dove si sono aggiunti al gruppo il Componente della Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A e B Elenito Di Liberatore e il Presidente del Comitato Regionale dell’Abruzzo Giuseppe De Santis.

Nel corso della serata sono state consegnate anche le targhe per i 50 anni di appartenenza all’AIA a Orlando Montebello ed Eugenio Maceroni; quella dei 60 a Sergio Polce. E’ stata altresì intitolata all’ex Presidente Marcello Coletta la Sala Presidenza, alla presenza della sua famiglia, con la scopertura della targa che sarà presto affissa in Sezione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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