CAN D, iniziati gli incontri di allineamento tecnico. Pizzi: "Sostanziare il teamwork definendo i compiti della squadra arbitrale"

CAN D, iniziati gli incontri di allineamento tecnico. Pizzi:

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La CAN D inizia la fase di allineamento che porta verso la conclusione dei Campionati e le loro fasi finali. Saranno cinque gli appuntamenti che porteranno nel mese di marzo la Commissione guidata dal responsabile Alessandro Pizzi ad incontrare l’Organico al completo: questo fine settimana i primi due incontri si sono tenuti nelle Sezioni di Arezzo e di Roma 2, dove hanno fatto gli onori di casa i rispetti Presidenti, Sauro Cerofolini e Domenico Trombetta.

In queste prime due sessioni, oltre a Pizzi, hanno partecipato i Componenti Giulio Dobosz – Coordinatore degli assistenti – Oberdan Pantana, Valentina Finzi, Simone Ponzalli, Mirko Zannier, Alessandro Petrella e Massimiliano Lo Giudice. Per la CON Dil presente ad Arezzo il Componente Lorenzo de Robertis, a Roma 2 Nazzareno Ceccarelli. Per il Settore Tecnico hanno supervisionato i lavori i Componenti Andrea Borgonetti ad Arezzo e Giulio Corsi a Roma 2.

Alla fase di allenamento regolamentare è seguita poi la match review di alcuni filmati di partite di Serie D, dove l’attenzione è stata focalizzata sui diversi aspetti dove gli osservatori hanno fin qui riscontrato aree di maggiore miglioramento nell’Organico.

Sono state trattate quindi le tematiche della linearità tecnica, della precisione disciplinare, il match management e soprattutto la collaborazione tra arbitro e assistenti: “Quest’ultimo aspetto – ha spiegato il Responsabile Pizzi - si sostanzia nell’adozione di determinati processi di teamwork tramite i quali si definiscono i compiti di tutti i componenti la squadra arbitrale”.

Insieme a Pizzi, è intervenuto anche Giulio Dobosz, andando a rimarcare l’importanza di una terna coesa che si aiuta e si supporta l’un l’altro: per fare questo l’assistente deve essere concentrato sempre in ogni occasione, deve riuscire ad avere frontalità nei momenti importanti affinché si prendano decisioni credibili e precise. “Il processo di valutazione passa attraverso un’attivazione mentale che ci permette di non farci tremare la mano nei momenti decisivi e soprattutto nella ricerca dell’arbitro per collaborare nelle varie situazioni e per livellarsi alla sua soglia tecnica affinché non si creano sfalsamenti nelle decisioni tecniche”, ha spiegato Dobosz.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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