Chiuso il Raduno Precampionato della CAN 5, Zaroli: "Pensare da squadra ci farà sempre essere vincenti"

Chiuso il Raduno Precampionato della CAN 5, Zaroli:

CAN 5

La giornata conclusiva del Raduno Precampionato della Commissione Arbitri Nazionale del Calcio a 5 si apre al Grand Hotel Elite di Cascia con un piccolo anticipo rispetto al programma. Alle 8:15 infatti i ragazzi e le ragazze sono già in aula, per accogliere il Presidente del Comitato Regionale Arbitri dell'Umbria, Nicola Fraschetti: "Anche se siete ormai in partenza, vi do il benvenuto in Umbria. Ognuno di voi è il frutto del lavoro di un CRA, oggi però vi attendono sfide importanti, a partire dall'organizzazione delle trasferte."
È già arrivato anche il Vice Presidente dell'AIA Alberto Zaroli, che saluta la platea: "Vi porto i saluti del Presidente Pacifici: è il primo raduno cui non riesce a partecipare ma abbiamo avuto una settimana densa di impegni. Sono certo che anche Franco Falvo vi sta seguendo durante la sua convalescenza."
Apre poi i lavori della giornata il Componente Tito Stampacchia, con le presentazioni dei gruppi di studio. È stato infatti chiesto agli arbitri, nelle scorse settimane, di analizzare un quesito di natura regolamentare proponendo una clip tratta da una gara e selezionata da loro stessi. "Grazie per aver lavorato su questo progetto anche durante la settimana di ferragosto. Con i Componenti Andrea Sabatini, Claudio Zuanetti, Francesco Peroni e Salvatore Lombardo abbiamo guardato i vostri video e li abbiamo trovati molto interessanti, alcuni potremmo usarli nei prossimi raduni. L'obiettivo dei gruppi di studio è quello di confrontarsi con i colleghi su situazioni che potrebbero poi capitare in campo" e poi sempre Stampacchia: "Voi siete dei comunicatori, l'arbitro comunica le proprie decisioni anche attraverso l'utilizzo di linguaggio verbale e non verbale". Poi Mazza ricorda: "Portate queste lezioni nelle vostre sezioni, portate il regolamento ai ragazzi delle sezioni".
Poi la lezione del Componente Alessandro Barbuto sull'approccio alla gara "Se viene a mancare questo elemento, viene a mancare l'impalcatura su cui si sorregge tutta la prestazione. Elementi imprescindibili sono determinazione, concentrazione, attenzione ai fatti della gara e collaborazione con il team".
Tocca poi a Roberto Fichera: "Chiudo la parte tecnica del Raduno, ma prima voglio ringraziarvi per la vicinanza dimostratami nell'ultimo anno" e ancora: "Tra di voi c'è un ragazzo di 22 anni e un collega che ha quasi il doppio della sua età, eppure siete un gruppo compatto di 297 persone". E ancora "Si gioca tutti insieme, i tre arbitri e l'osservatore sono un unico team ".
Poi arriva la chiusura di Antonio Mazza: "Siamo giunti alla fine di un Raduno intenso ma che ha visto voi arbitri protagonisti assoluti. Continuate a mettere amore e passione in quello che fate. Dovete essere personaggi attivi. Abbiamo svolto un Raduno senza il nostro 'comandante', venendo a sapere della sua assenza poche ore prima dell'inizio del Raduno. Ma io e gli altri componenti sappiamo che la sua assenza è stata solo fisica, con lo spirito è stato qui tra noi. Ognuno ha un sogno, un obiettivo: il vostro sarà quello di dirigere una gara di A2. Abbiamo fatto tanta tecnica, come commissione abbiamo preparato oltre 100 clip video, quelle che non vi abbiamo proposto qui vi saranno oggetto di videocall nei prossimi mesi" e poi i ringraziamenti "Ringrazio i medici e i preparatori atletici: tutti professionisti al vostro servizio. Grazie al segretario della CAN 5 e CAN 5 Elite Giuseppe Antonaglia, ai componenti del Settore Tecnico dell'AIA intervenuti. Grazie al Comitato Nazionale, presente con ben tre componenti: Mazzaferro, Marconi e il Vice Presidente Zaroli, giunto da Roma stanotte. Grazie al Presidente dell'AIA, e grazie a tutta la commissione, collaboratori leali, ma grazie soprattutto a voi ragazzi".
Il microfono è poi per il Vice Presidente Zaroli: "Qui c'è il lavoro di tante persone. Questo Raduno chiude gli stage Precampionato di Cascia. A distanza di circa 40 giorni possiamo dirci soddisfatti di questa nuova sede, tutto è andato bene." Poi, rivolgendosi ad un arbitro in sala: "Io sono stato qui anche per il raduno della CAN, al tuo posto seduto su quella sedia c'era Orsato: la differenza non la fa la categoria ma la voglia di mettersi in gioco". E sul futsal: "Luca Marconi mi ha ricordato che non cito spesso le mie esperienze nel calcio a 5, che risalgono a prima di quelle da arbitro nazionale. A quei tempi a Milano non era uno sport diffuso: per la prima gara mi consegnarono un mazzetto di fogli fotocopiati che costituivano il Regolamento e una rudimentale bandierina, perché dei due arbitri uno fungeva da assistente. A tanti anni di distanza siamo giunti alla consapevolezza che il Calcio a 5 è un disciplina importante, voi siete cresciuti in qualità e gli internazionali sono di altissimo livello. Soprattutto anche voi siete in grado di dirigere gare difficili, e dovete esserne orgogliosi. Una volta era necessario "distinguersi" perché era una disciplina di nicchia, ora non è necessario perché avete qualità riconosciute". Una nota sulla violenza che "continua a flagellare i campi di calcio, una volta si diceva che non c'era violenza nel calcio a 5 e invece non è più così, con casi anche clamorosi. Sono situazioni in cui di sport non c'è nulla. Quando inizia la violenza finisce lo sport. Sempre bene ribadire che chi tocca un arbitro esce dal mondo del calcio".
Infine, si congeda alla platea così: "Fare squadra vuol dire che si va al di là dei ruoli e al di là dei propri limiti, 'pensiamo AIA', e continueremo ad essere vincenti", poi un abbraccio a Mazza e sullo schermo della sala la foto del "comandante" Franco Falvo.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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