Confronto tra arbitri e società umbre a Perugia

Confronto tra arbitri e società umbre a Perugia

CRA Umbria

Lunedì 20 novembre, presso la Sala Auditorium del Comitato Regionale Umbria della FIGC-LND, si è svolto a Perugia un confronto tra gli arbitri e le società umbre sul tema della violenza nei confronti dei direttori di gara.

Tra i presenti il Responsabile della Commissione per lo studio, lo sviluppo ed il monitoraggio dei progetti associativi e per il contrasto alla violenza, Alfredo Trentalange, il Componente della Commissione di studio per i rapporti con le società e per la formazione degli addetti agli arbitri, Duccio Baglioni, il Componente del Comitato Nazionale dell’AIA, Luca Marconi, e il Presidente del Comitato Regionale Arbitri dell’Umbria, Nicola Fraschetti.

In rappresentanza della Lega Nazionale Dilettanti ha partecipato, invece, il Presidente del Comitato Regionale Umbria, Luigi Repace, insieme a Gianni Cadoni e Giulio Ivaldi. I lavori sono stati aperti dallo stesso Repace, che dopo aver condannato la violenza sugli arbitri ha auspicato che questi ultimi continuino a dirigere sempre con il sorriso e che rimangano concentrati sul terreno di gioco. 

Quindi la parola è passata a Trentalange, che ha posto l’accento sulla mancanza di cultura regolamentare che può diventare causa di nervosismo e tensione durante le gare, invitando le società ad aprirsi alla conoscenza approfondita del regolamento e al confronto: “Andate nelle Sezioni, la comunicazione è fondamentale per accrescere la cultura regolamentare”.

Baglioni, dal canto suo, è entrato nel vivo della problematica delle violenze subite dagli arbitri nei campi di calcio di tutta Italia: “Davanti a tante violenze ci vuole un messaggio chiaro. Da qui l’inasprimento delle pene con il raddoppio delle sanzioni come conseguenza agli episodi di violenza”. Una battuta anche sul fatto che agli occhi di alcuni le sanzioni potrebbero apparire eccessive: “In questo periodo storico è quello di cui c’è bisogno”.

Il microfono è poi tornato a Trentalange e a Repace. Il primo ha descritto i direttori di gara come “strumenti di giustizia” che riportano l’armonia sul terreno di gioco, mentre il secondo ha affermato che “gli arbitri hanno il diritto di poter sbagliare” auspicando che “l’Umbria diventi la prima regione a violenza zero”.

Preziosa anche la testimonianza di Fraschetti: “Le difficoltà non si verificano solo all’interno del terreno di gioco ma anche nelle tribune a causa dei tifosi che creano problemi ad arbitri e società. Bisogna formarsi insieme ed isolare chi si comporta male”. Il responsabile degli arbitri umbri ha quindi rivolto due appelli, uno agli arbitri (“la cordialità prima di tutto”) e l’altro alle società (“qualsiasi segnalazione, negativa o positiva, fatecela arrivare in modo da poter crescere insieme”).

Al termine del dibattito non poteva mancare un momento di formazione tecnica, nel quale il Componente del Settore Tecnico Arbitrale Fabio Banconi ha illustrato ai numerosi dirigenti e calciatori presenti la Circolare n.1.

L’incontro, infine, si è chiuso con una proposta costruttiva da parte di Repace, che ha ripreso l’idea di uno scambio culturale tra arbitri e società invitando i primi a visitare i centri di allenamento delle squadre durante la settimana per offrire chiarimenti sul regolamento.

 

In copertina, il tavolo dei relatori.

In gallery:

1-3: gli interventi di Trentalange, Baglioni e Banconi;

4: la platea di dirigenti, calciatori e arbitri.

 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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