Coverciano, Gianluca Rocchi: “Con il VAR gli errori sono diminuiti dell’86%”

Coverciano, Gianluca Rocchi: “Con il VAR gli errori sono diminuiti dell’86%”

CAN

“Stiamo facendo un lavoro di ringiovanimento importantissimo. Un percorso che stiamo portando avanti in sintonia con la Presidenza, il Comitato Nazionale e, a cascata, la CAN C e la CAN D”. Così il Responsabile della CAN Gianluca Rocchi, durante la conferenza stampa che si è svolta presso il Museo del Calcio di Coverciano, si è rivolto ai giornalisti presenti in sala. “In un percorso di crescita ci saranno errori, ma ricordiamoci che un arbitro cresce anche con l’errore – ha aggiunto – Sull’organico di 51 direttori di gara della CAN, ne abbiamo 44 che hanno arbitrato in Serie A, con un grande incremento dell’esperienza maturata in questa Stagione Sportiva. Avere i nostri arbitri che vanno all’estero e che rappresentano l’Italia deve essere un motivo di orgoglio per tutti. Questa è una delle nostre Nazionali, gli arbitri sulla divisa indossano infatti il logo della Federazione”.

Gianluca Rocchi ha poi illustrato una serie di statistiche, dalle quali emergevano i dati relativi a falli fischiati, rigori, ammonizioni ed espulsioni, tutti pressoché in linea con i numeri della Champions League e di alcuni altri Campionati in Europa. “Abbiamo arbitri che dirigono alla stessa maniera partite di Serie A e di B – ha detto Rocchi – Anche gli internazionali, quando arbitrano in Serie B, scendono in campo con la stessa concentrazione e con pari impegno. I numeri testimoniano tra le due categorie un grande equilibrio sia tecnico sia disciplinare. Il fatto poi che gli arbitri siano severi contro i gravi falli di giuoco, è una cosa che tutela gli stessi calciatori. In questa Stagione abbiamo organizzato numerosi incontri e webinar, ai quali ha partecipato anche l’organico della CON PROF. Gli osservatori rappresentano infatti una figura estremamente importante per la crescita degli arbitri. Aiuta quindi molto il fatto di avere una formazione tecnica comune e parlare tutti con la stessa lingua”.

Sono poi stati mostrati alcuni filmati, con l’ausilio del Componente della CAN Andrea Gervasoni, analizzati sotto il profilo tecnico e disciplinare. L’obiettivo è stato quello di spiegare alcune sfumature regolamentari ed i processi decisionali assunti in campo. Subito dopo ampio spazio è stato riservato al tema del VAR, di cui sono anche stati fatti ascoltare ai giornalisti i dialoghi tra l’arbitro sul terreno di giuoco ed i colleghi davanti al mionitor. I numeri, su un totale di 295 partite, parlano di 1550 Check (481 rigori, 211 espulsioni, 854 rete e 4 scambi di persona) e 96 interventi VAR (51 rigori, 7 espulsioni, 35 gol e 3 scambi di persona) quindi rispettivamente con una media di 5,25 e 0,33 a gara. “Il VAR ha portato ad una diminuzione degli errori dell’86% - ha detto il Responsabile della CAN – Il percorso intrapreso è quello che tende ad una specializzazione sempre maggiore di questo ruolo, perché chi è davanti allo schermo deve ragionare in maniera diversa dal campo. Nel periodo estivo, come prima Federazione in assoluto e con un percorso condiviso con FIFA e UEFA, sarà avviato un corso specifico. Gli arbitri che, dopo aver lasciato il campo, avranno determinate caratteristiche, saranno inseriti nel gruppo VAR attualmente composto da quattro elementi. Più qualifichiamo il ruolo del VAR e più le decisioni saranno corrette”.

“Attraverso questo percorso si vuole avere un gruppo altamente specializzato” è intervenuto il Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange, che ha anche parlato della possibilità in futuro di avere un ranking dei tecnici al VAR con una loro graduatoria (quest’anno il ruolo VAR è stato istituito anche a livello internazionale n.d.a.). Tra le varie domande poste dai giornalisti, una ha riguardato la possibilità per gli arbitri di fornire spiegazioni tecniche. “Speriamo al più presto – ha risposto Trentalange - per eliminare possibili retro pensieri che errori, che sono semplicemente errori, possono generare”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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