DAVIDE MORO E L’ARBITRAGGIO: UN PERCORSO DI CRESCITA

DAVIDE MORO E L’ARBITRAGGIO: UN PERCORSO DI CRESCITA

Sezione di Treviso

“Ragazzi, sapete qual è l’unica cosa più preziosa della salute? Il tempo. Perciò, grazie per il tempo prezioso che mi dedicate stasera”. È stato questo l’esordio di Davide Moro, assistente arbitrale della Commissione Nazionale di Serie A e B, di fronte alla platea degli arbitri trevigiani riunita per seguire la Riunione Tecnica che si è tenuta lunedì scorso 5 dicembre. 

Al termine della riunione, lo stesso ringraziamento è stato rivolto dall’intera platea all’ospite, per aver condiviso nel corso dell’incontro molti consigli tratti dal proprio bagaglio di esperienze accumulate durante la lunga carriera. Davide, infatti, è diventato arbitro presso la Sezione di Schio nel lontano 2005 e, dopo una brillante carriera, si è distinto come assistente arbitrale, ruolo nel quale due Stagioni fa ha raggiunto la massima Commissione Nazionale nella quale opera tuttora.

Preliminarmente, Davide ha posto a tutti gli associati un interrogativo che spesso rischia di passare sottotraccia: “Che cos’è l’arbitraggio?”. Effettuando un interessante parallelismo con la disciplina dell’alpinismo per la quale Davide nutre una grande passione, si possono trarre insegnamenti fondamentali: “l’arbitraggio - ha affermato l’ospite - è essenzialmente una grande occasione per mettersi costantemente alla prova, accumulare ricordi ed esperienze di vita, vivere sé stessi e conoscere il mondo. Per fare l’arbitro al meglio dovete costantemente porvi degli obiettivi e, in caso di fallimento, riprovare con tenacia, forti dell’esperienza accumulata”.

Ricollegandosi a quanto detto poco prima, Davide Moro ha voluto fornire ai giovani presenti alcuni consigli su come affrontare l’errore e il fallimento, nei quali a tutti prima o poi capita di incappare: “Se sarete in grado di non mollare di fronte alle difficoltà e a riprovare, il fallimento è solo una posticipazione del successo: l’errore arricchisce l’esperienza e vi consente di capire come lavorare su voi stessi nel vostro percorso di crescita”.

È stato altresì sottolineato che, per performare al meglio, non si possa prescindere da un’efficace gestione dello stress e dell’ansia, con cui un arbitro spesso deve avere a che fare. Davide ha confermato che, specie all’inizio della carriera, sia normale incontrare delle difficoltà nella propria gestione emotiva nel contesto arbitrale e che per migliorare sotto questo profilo ha individuato una semplice ricetta: “Preparazione tecnica, allenamento, e concentrazione: per ottenere quest’ultima, ottimo alleato è il silenzio, dandosi modo di stare un po’ con se stessi ed ascoltare i propri pensieri”.

La riunione si è poi conclusa con un interessante botta e risposta fra Davide ed i giovani arbitri, in cui sono stati sviscerati aspetti fondamentali come la coerenza, la precisione tecnica e disciplinare nonchè la capacità di lettura della gara in plurimi suoi aspetti. 

Non vi è dubbio che gli arbitri trevigiani hanno avuto la grande occasione di poter assistere ad una riunione di elevata qualità: se sapranno far tesoro di questi consigli, la crescita dal punto di vista arbitrale ed umano è solo ovvia conseguenza.

 

Foto di M. Ouertani

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(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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