Dobosz: “Vogliamo arbitri curiosi”, la voce del CRA Lazio nel tour delle Sezioni

Dobosz: “Vogliamo arbitri curiosi”, la voce del CRA Lazio nel tour delle Sezioni

CRA Lazio

Il consueto tour di incontri della Commissione Regionale Arbitri del Lazio con gli associati delle quattordici Sezioni è coinciso in più occasioni con il ritorno alle attività tecniche in presenza dopo i due anni di stop forzato.

Un viaggio lungo il territorio durato un mese e mezzo, un abbraccio colmo di affetto ma anche di contenuti tecnici e motivazionali è quello che l’intera squadra del Presidente Giulio Dobosz ha voluto estendere non solo agli arbitri, assistenti e osservatori arbitrali regionali, ma anche a coloro i quali, dalle Sezioni, puntano a compiere il successivo step della propria carriera.

“Un appuntamento per riavvicinarci alle Sezioni anche sotto il punto di vista umano – ha detto Giulio Dobosz, Presidente del CRA Lazio – la pandemia ha creato grandi difficoltà, ma siamo riusciti a superarle grazie all’impegno di tutti, nessuno escluso, dagli Organi Tecnici al Coordinamento CRA/Sezioni e a chi fa girare la macchina amministrativa, ma soprattutto grazie a chi è sceso sul terreno di gioco e non ha perso entusiasmo e dedizione.”

Mirko Benedetti e Simone Innocenzi – Responsabili degli osservatori regionali – danno merito agli osservatori di aver dimostrato passione nel ruolo che svolgono. “Noi abbiamo un ruolo di servizio, un ruolo defilato ma non marginale; siamo fondamentali soprattutto in queste categorie perché siamo noi a lavorare sulle basi e sulle fondamenta di un arbitro del futuro, siamo gli allenatori degli arbitri e come tali dobbiamo lavorare sulla competenza regolamentare”. 

 

Daniele Di Resta e Giancarlo Lombardi, Componenti del Futsal, hanno definito la disciplina del Calcio a 5 come “fantastica da arbitrare”, invitando tutti gli arbitri a “divertirsi con professionalità”. “Andate a fare il meglio che potete, divertendovi, sorridendo ma mantenendo intatta le dedizione, il senso di appartenenza ed il senso di responsabilità che questa disciplina comporta”: grande orgoglio da parte di Di Resta e Lombardi nel ringraziare tutti gli arbitri che in questo periodo si impegnano a vestire il ruolo richiesto senza distinzioni di appartenenza all’una o all’altra disciplina ma soprattutto portando tanta qualità.

“Tecnica, formazione e selezione, queste le parole d’ordine che ci contraddistinguono. Fare l’assistente arbitrale ci consente di andare in giro per il mondo e toglierci qualche bella soddisfazione sportiva.” Il Vicepresidente Fabrizio D’Agostini e Claudio Pellegrini, responsabili del gruppo assistenti arbitrali, nel ribadire il delicato tema dell’emorragia di arbitri ad ogni livello, spostano il focus anche dal punto di vista degli assistenti, rilevando una importante criticità che richiede costante supporto anche da altri organi tecnici. “Oggi l’assistente è una figura che coadiuva e supporta l’arbitro al 100%, e consiglio tutti coloro che riconoscono nel loro percorso la possibilità di cambiare veste, di togliersi ulteriori soddisfazioni, cimentandosi in questa disciplina”.

 

La voce unica della Commissione è nelle parole del Presidente Dobosz: da “capitano” della squadra, il suo intervento parte dai ringraziamenti a tutti coloro – Presidenti, Organi Tecnici, Segretari, Consiglieri Sezionali, arbitri e assistenti – che in questo lungo periodo di grandi difficoltà hanno saputo continuare a lottare affinchè il movimento possa svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi possibili.

Dobosz ha esteso a tutti gli associati quelle le poche ma essenziali caratteristiche di un arbitro idoneo ad arrivare a dirigere gare regionali: “Non vogliamo un arbitro bello ma che sia sempre dietro all’azione, capace di essere sempre sulla stessa linea di visione dei calciatori. Vogliamo arbitri curiosi, che vadano a cercare l’episodio, vadano a vedere cosa succede, quale sia il problema e con competenza regolamentare siano capaci di risolverlo.”. E riporta un concetto che gli è proprio: “Ci sono cose necessarie e cose possibili ma se si fanno entrambe si può arrivare a fare cose ritenute impossibili”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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