Erasmus Arbitrale a Cascais (Portogallo). Daniele Orsato insieme ai giovani arbitri: "Un'esperienza incredibile"

Erasmus Arbitrale a Cascais (Portogallo). Daniele Orsato insieme ai giovani arbitri:

Prosegue l'Erasmus Arbitrale a Cascais in Portogallo, dove gli arbitri italiani si stanno distinguendo con la consueta professionalità. Il torneo prevede la partecipazione di settanta nazioni, con numerosi club di blasone come Benfica, Flamengo, Atletico Madrid, Deportivo, Chelsea, PSG, Sporting Lisbona, PSV Ehindoven,Milan e Roma. A dirigere le gare della Ibercup Cascais sono presenti arbitri provenienti da diciotto diversi Paesi. La delegazione italiana, accompagnata da Christian Bellè, Responsabile della Commissione per l'Erasmus Arbitrale, è stata raggiunta dal Componente del Comitato Nazionale AIA Antonio Zappi e da un coach d'eccezione giunto appositamente a Lisbona immediatamente dopo aver diretto a Cardiff in Galles la fase delle qualificazioni per l'Europeo: Daniele Orsato.

L'arbitro internazionale ha intrattenuto gli ottanta giovani direttori di gara in una riunione tecnica, tenuta in lingua inglese, a cui hanno voluto partecipare anche tutti gli osservatori, stimolati dalla sua presenza. "L'arbitraggio è fatto di cose semplici, dovete correre e fischiare - ha detto - Arbitrare non è solo una questione tecnica, richiede cuore, sudore e grinta". Daniele si è poi soffermato sull'importanza di approfondire lo studio dell'inglese per poter essere in grado di comunicare non solo nell'arbitraggio a livello internazionale, ma nella vita. Due intense ore in cui il fischietto veneto ha esaltato in particolare l'aspetto legato all'approccio di una gara.

Ringrazio Daniele Orsato per essersi messo a disposizione del nostro progetto e per l’entusiasmo con cui ha dedicato questa settimana ai giovani arbitri italiani, che hanno così potuto apprezzare le sue eccezionali qualità di tecnico e motivatore - ha detto Antonio Zappi - Sono inoltre felice che per l’ennesima volta tutti i ragazzi selezionati ci hanno fatto fare una bellissima figura sia per qualità tecniche sia comportamentali. Questo ci dà la spinta per investire ancora di più in queste attività formative in cui tutto il Comitato Nazionale crede fortemente”.

Per gli arbitri italiani l'Ibercup è infatti partita immediatamente forte con la designazione di alcune gare di notevole difficoltà come Flamengo - PSV Ehindoven U14; Paris Saint Germain - Lione U13 e Chelsea - Benfica U16. "Siamo in presenza di un torneo élite, in cui l'organizzazione ha richiesto ragazzi con una comprovata esperienza, che potessero far fronte all'elevato coefficiente di difficoltà delle gare - ha aggiunto Zappi - Il risultato è che l'operato dei nostri giovani ragazzi è stato immediatamente notato dalla Commissione Tecnica che li ha designati in partite di alto livello".

"La squadra italiana non avrebbe potuto iniziare in modo migliore - è intervenuto Christian Bellè - La serietà, la professionalità e lo spessore tecnico dei nostri giovani arbitri non può che riempirci d'orgoglio. Già dalla prima sera si è notata subito l'anima del progetto. I ragazzi italiani hanno subito fatto gruppo con i colleghi degli altri Paesi pianificando le gare e condividendo i informazioni e metodologie. Un'occasione di crescita e formazione che l'AIA garantisce ai propri associati".

"E' stata un'esperienza entusiasmante - ha concluso Daniele Orsato - Sono state giornate incredibili, in cui ho girato decine di campi facendo da coach a ragazzi di tutto il mondo e apprezzando la passione e la professionalità che i nostri giovani arbitri hanno messo in questa meravigliosa avventura. Mi sono reso conto che i nostri Comitati Regionali e Provinciali stanno lavorando bene, perchè ho trovato ragazzi e ragazze veramente in gamba. Hanno le capacità per raggiungere risultati e togliersi delle soddisfazioni. L'importante è mettersi continuamente in discussione per fare sempre meglio. Con loro non sono mai entrato in aspetti tecnici, che erano di competenza degli osservatori, ma ho solo cercato di motivarli, dicendogli di credere in sè stessi senza pensare troppo ai voti e senza aver paura di sbagliare un rigore o un Dogso. Ora torno a casa contento, ringraziando per questa opportunità che mi è stata data, nella speranza di poterla vivere di nuovo in futuro".

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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