“FOOTBALL UNDERSTANDING” CON MATTEO TREFOLONI

“FOOTBALL UNDERSTANDING” CON MATTEO TREFOLONI

Sezione di Treviso

La riunione intersezionale con il Responsabile del Settore Tecnico Matteo Trefoloni ha rappresentato un momento coinvolgente per la platea, composta da associati della Sezione di Treviso e delle Sezioni di Castelfranco Veneto, Conegliano e San Donà di Piave attraverso un comune denominatore: “Football understanding”, ossia capire il gioco del calcio.

Molteplici gli intervenuti: in primis il Componente del Comitato Nazionale Antonio Zappi, che ha tributato un caloroso saluto al relatore, il Presidente del Comitato Regionale Arbitri Veneto Giovanni Stevanato, che ha voluto trasmettere l'importanza dell'opportunità per i presenti, i Componenti regionali Andrea De Faveri, Gregorio Mason e il trevigiano Gaudenzio Raffaelli, infine, i Componenti veneti del Settore Tecnico.

L’intervento di Matteo ha attraversato diversi punti chiave partendo da un focus principale: “Dobbiamo capire in primis chi siamo e chi vogliamo essere, dobbiamo sviluppare la percezione di noi stessi, dobbiamo capire il contesto e capire dove vogliamo arrivare”. In seguito, è stato presentato un video emozionale, che ha consentito di immedesimare la platea nel concetto del “rischiare”. Matteo ha sottolineato alcuni passaggi: “I campioni si vedono nei momenti speciali, dobbiamo metterci in gioco. Infatti, i sogni muoiono dove ci sentiamo al sicuro”.

“Cosa ci vuole per arbitrare in Serie A?” è stata la prima domanda diretta ai giovani fischietti che hanno espresso il proprio punto di vista: “Umiltà, passione, sacrifici e coraggio” sono state alcune delle caratteristiche emerse per voce delle giacchette nere in formazione. Matteo Trefoloni ha voluto sintetizzare visivamente le giuste considerazioni con un concetto significativo: “CAN. SHOULD. WILL” adattandolo dall’inglese “Esiste la possibilità che qualcosa accada; ho le potenzialità per farlo accadere; accadrà perché è tutto nelle mie mani".

Guidare il proprio futuro, in ambito arbitrale, passa necessariamente dalla comprensione del giuoco del calcio: “Quante volte ci è capitato di decidere sul terreno di giuoco e vedere sguardi smarriti? Questo accade perché stiamo leggendo un libro che gli altri non leggono, o meglio, siamo noi a non capire quale sia la comune interpretazione del gioco”, ha proseguito il relatore.

Il Responsabile del Settore Tecnico ha altresì voluto sottolineare l’importanza di una corretta collocazione in campo: “Dobbiamo essere generosi, esprimerci con forza anche dal punto di vista atletico perché gli episodi chiave verranno da noi interpretati correttamente, con tempestività, vicinanza e credibilità; è qui che facciamo la differenza”. Tra i temi trattati nella coinvolgente disamina, partecipata con trasporto dalla nutrita platea, anche il vantaggio: “Deve trattarsi di un beneficio per la squadra, non dobbiamo giustificare un fallo attraverso il possesso del pallone, non è questo lo spirito che ci deve guidare”.

Dai temi tecnici si è passati a quelli comportamentali: “Dobbiamo far comprendere i messaggi che inviamo, e ciò si traduce in una preparazione all’evento, nella scelta del momento, affidandoci poi al nostro istinto, che è determinato dalla nostra preparazione. L’atteggiamento è fondamentale, saremo convinti e riusciremo a convincere se saremo supportati da una visione chiara e da un atteggiamento risoluto, difendendo le nostre scelte, ognuno con le proprie caratteristiche, ma affermando la propria convinzione. Ci sarà sempre il nostro nome su ogni nostra partita, dobbiamo ricordarci che il valore di una prestazione dipende anche dalla sicurezza nelle nostre azioni”.

Un ultimo, ma fondamentale frangente del meeting, è stato riservato all’essenza dell’essere arbitro, vale a dire proteggere l’incolumità dei calciatori: “Il nostro ruolo è quello di leggere le situazioni, vivere e capire, non soprassedere ad atteggiamenti lesivi trincerandoci dietro il classico ‘play on’, ovvero ‘continuiamo a giocare’; dobbiamo vedere, giudicare, scegliere; questo è essere arbitri”.

Foto di M. Ouertani - A. Tasca

 

 

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(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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