Giua analizza gli obiettivi dell'arbitro moderno

Giua analizza gli obiettivi dell'arbitro moderno

Sezione di Padova

Riunione dal grande impatto tecnico e motivazionale per la Sezione di Padova che giovedì scorso ha avuto l’onore di ospitare l’arbitro appartenente alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B Antonio Giua. Dopo i saluti di rito del Presidente sezionale Matteo Michieli, la Sezione si è presentata al gradito ospite attraverso una lettera scritta dal giovane associato patavino Michel Cano illustrando i recenti successi tecnici degli associati, ma anche la grande passione, l’unità e il clima familiare che stanno fortificando la Sezione.

Subito dopo è stato introdotto l’ospite attraverso l’utilizzo di un filmato che ha ripercorso le tappe salienti della sua carriera. Dunque ha finalmente preso la parola Antonio Giua caratterizzando fin dagli esordi il suo discorso con una forte spinta motivazionale e attirando l’attenzione di tutta la platea.

Riportando quanto gli era stato chiesto nel 2013, al suo primo raduno CAN PRO, dall’allora Responsabile Stefano Farina, l’ospite ha voluto spiegare agli associati padovani che non ci si deve mai sentire arrivati perché ogni traguardo è un nuovo punto di partenza e si deve “essere vogliosi di arbitrare come un bambino che si nutre continuamente per crescere”. Poi Giua, ricordando che “fissare un obiettivo è il primo passo per trasformare l’invisibile in visibile”, ha spiegato l’importanza di darsi dei traguardi da raggiungere sia nel breve termine sia nell’arco della Stagione e oltre.

In seguito, l’ospite si è addentrato in un altro tema assai rilevante: la preparazione della partita. Questa dev’essere effettuata mediante un’adeguata preparazione fisica, la conoscenza del Regolamento e lo studio delle squadre che si incontreranno, ma anche grazie alla cura della preparazione mentalmente pre-gara. Il relatore si è poi soffermato sull’importanza di “chiudere gli episodi” mettendo da parte una determinata decisione e continuando la propria direzione in maniera lucida.

Infine, dopo aver analizzato tutti gli aspetti che costituiscono la prestazione arbitrale nella sua interezza, l’ospite ha invitato soprattutto i più giovani a prendere decisioni senza alcun timore, oltre ad essere sé stessi in campo perché dall’autenticità deriva la credibilità. Antonio Giua ha terminato la propria presentazione ricordando ancora una volta Stefano Farina con la massima: “Quando c’è una meta, anche il deserto diventa strada”, venendo sommerso dagli applausi della platea patavina.

 

Foto di Mario Petrillo

 

In copertina l'arbitro Antonio Giua della Sezione AIA di Olbia.

In gallery:

1. Antonio Giua ringrazia l'arbitro Michel Cano per la lettera di benvenuto;

2. Antonio Giua durante la sua esposizione agli arbitri patavini;

3. Antonio Giua durante l'esposizione della sua presentazione;

4. Antonio Giua dialoga con la platea e cattura l'attenzione dei più giovani;

5. Il Presidente Matteo Michieli omaggia Antonio Giua per la visita a Padova;

6. Antonio Giua dona la sua divisa alla Sezione di Padova.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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