Giuseppe D’Antuono, dirigente storico, è il nuovo Presidente sezionale

Giuseppe D’Antuono, dirigente storico, è il nuovo Presidente sezionale

Sezione di Foggia

“Unire la Sezione per crescere tutti assieme! Sarò il Presidente di tutti! Dedico questa vittoria a mio papà appena scomparso”. Sono le prime parole da Presidente della Sezione di Foggia di Giuseppe D’Antuono, eletto lo scorso 7 giugno, al culmine dell’assemblea elettiva.

Si è così concluso il breve periodo di commissariamento; la prossima elezione sarà tra due anni, in conclusione del quadriennio olimpico 2020 – 2024. L’assemblea ha approvato dapprima all’unanimità il bilancio consuntivo, per poi passare alla fase elettiva. Due i candidati. L’altro era Pasquale De Meo, assistente arbitrale a disposizione della Commissione Arbitri Nazionale.

Emozionanti i discorsi pre voto di entrambi, i quali hanno avuto come tema principale proprio l’unità del presidio arbitrale foggiano. I candidati hanno tenuto a ringraziare il Commissario Straordinario Nardino Perdonò, “per aver traghettato in maniera ottimale la Sezione verso le elezioni”.

Ha vinto per 12 voti (61 a 49) D’Antuono, una vita nell’AIA, con 10 anni in Serie A di calcio a 5, ma anche dirigente di lunghissimo corso: negli ultimi 30 anni ha ricoperto svariati ruoli, tra cui quello di Segretario sezionale, di Vice Presidente e di designatore degli osservatori arbitrali.

“Auspico che ora torni ad albergare tra queste quattro mura il sano spirito associativo, l’unico che potrà permetterci di ritornare ad essere la grande famiglia che tutti abbiamo conosciuto. E’ il momento di ripartire, ricostruire, per cercare di avere una Sezione sempre più forte e portarla ad alti livelli arbitrali” ha concluso il neo Presidente degli arbitri foggiani. E l'abbraccio tra i due ‘avversari’, D'Antuono e De Meo, avvenuto a fine assemblea, ha certificato la volontà di iniziare un nuovo percorso condiviso.

Per il Comitato Regionale ha ufficializzato le elezioni il Presidente Nicola Favia.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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