Gli arbitri milanesi incontrano Pizzi

Gli arbitri milanesi incontrano Pizzi

Sezione di Milano

“Quando si arriva a Sportilia, per chi non ci è mai stato, si impiegano 20 minuti solo a contenere le emozioni”. Sportilia è un luogo magico, che deve essere l’obiettivo di ogni nuovo arbitro e se a raccontarlo nell’Aula Magna gremita della Sezione di Milano è il Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie D, Alessandro Pizzi, l’effetto che fa sui giovani arbitri è che sia davvero così.

I tempi che avanzano permettono alle nuove generazioni di arbitri di usufruire di strumenti digitali che un tempo non esistevano e sono proprio questi che devono dare una marcia in più nello sviluppo delle abilità. “Anche la Sezione gioca un ruolo fondamentale. - ha sottolineato Pizzi - Non venite in Sezione solo quando le vostre partite vanno bene, ma veniteci quando vanno male, in Sezione si viene per avere confronti, crescita e conforti, la Sezione è questo”.

“C’è un momento in cui nella testa di un arbitro scatta qualcosa, si comincia a vedere i primi risultati e l’autostima sale, ma bisogna ricordare che è in quel momento che si deve cominciare a lavorare su quello che ci sarà domani. Essere uno step avanti, questo il mantra che deve accompagnare la crescita di chi vuole scalare le categorie, conoscere il Regolamento ed essere pronti è alla base del tutto. Il 99% dei problemi che si possono creare in una partita è risolvibile dal Regolamento” ha ricordato Pizzi, aggiungendo che un arbitro forte capisce i problemi in anticipo e si mette in mezzo alle decisioni, le trasmette e le fa accettare. La forza mentale prima di tutto: “Noi abbiamo arbitri che non commettono mai due volte lo stesso errore”. Sbagliare decisioni è una cosa comune, ma quello che Pizzi ha spiegato è che se l’arbitro riesce a trarre insegnamento dall’errore sarà sempre uno step avanti.

Il modo e la sicurezza con cui si comunicano le decisioni e ci si comporta in campo cambia come queste vengono percepite: “Le persone ricordano le emozioni scaturite da determinate situazioni, non gli errori e le decisioni”. Ancora una volta, a fare la differenza è il giusto approccio mentale che si ripercuote sul corretto body language e, quindi, nella credibilità con cui si decide.

“Se i calciatori vi ritengono credibili vi ascoltano, vi seguono, vi accettano quando sbagliate e soprattutto comprendono il vostro modo di comunicare, e se vi comprendono la vostra partita è tutta nelle vostre mani”. Con questo ultimo pensiero Pizzi ha concluso la propria visita a Milano e ha salutato tutti i presenti augurando un buon proseguimento di Campionato.

 

 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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