I nuovi CRA - Emilia-Romagna - Pirriatore: "Dietro all’arbitro c’è una persona che porta sani principi, etici e morali"

I nuovi CRA - Emilia-Romagna - Pirriatore:

CRA Emilia-Romagna

Agrigentina di nascita e Bolognese di adozione, di professione consulente, Graziella Pirriatore 40 anni compiuti a dicembre, è stata nominata lo scorso luglio Presidente del Comitato Regionale Arbitri dell’Emilia-Romagna dal Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Alfredo Trentalange e dal Comitato Nazionale.

La passione per l’arbitraggio nacque per caso, come nella maggior parte delle volte: nel 2002, studente fuori sede, appassionata da sempre di calcio, recandosi con alcuni amici allo Stadio Dall’Ara per vedere una partita casalinga del Bologna, notò all’esterno dell’impianto una locandina che promuoveva il corso per arbitri di calcio. E così decise di mettersi in gioco da un altro punto di vista.

La passione per il calcio mi ha sempre contraddistinta, e decisi di intraprendere questa nuova esperienza, ma come ben sappiamo, nessuno di noi nasce arbitro. Mai e poi mai avrei potuto immaginare che quella domenica avrebbe potuto cambiare così tanto la mia vita in termini personali e sportivi perché da allora in poi sentirsi arbitro è parte integrante della mia vita: ha messo in luce della qualità e dei limiti che probabilmente al contrario non sarebbero mai emersi, valorizzati e superati”.

Dopo la trafila delle giovanili in provincia e delle categorie regionali, nel 2009 arriva la promozione alla CAI prima della consacrazione dopo un solo anno in CAN D. È nel gennaio 2012 che diventa arbitro internazionale FIFA, con l’esordio nella gara Wolfsburg-Arsenal valida per le semifinali della UEFA Women’s Champions League della stagione 2012-2013. In campo fino a qualche mese fa, fino alla nomina che la vede entrare nella storia come la prima donna alla guida degli arbitri dell’Emilia-Romagna – primato che condivide con Cristina Anastasi, Presidente del CRA Sicilia.

Ho subito accolto con grande entusiasmo e senso di responsabilità questo mio nuovo ruolo, un senso di responsabilità che deriva dal prendersi cura di 2.243 associati. Mi considero e voglio considerarmi il Presidente di tutti gli associati emiliano-romagnoli, non solo di quelli strettamente negli Organici Regionali. Mi sento parte di questa regione e voglio rappresentare tutti, anche quelli che si apprestano a fare il Corso Arbitri.

In ambito dirigenziale sono una neofita, per me è un inizio. C’è tanta gioia e felicità per questa nuova avventura e spero di dare il massimo, come ho sempre fatto anche in campo – continua Graziella Pirriatore -. I ragazzi sono stati per troppo tempo lontano dai terreni di gioco e ora sentono l’esigenza e la voglia di entrare in campo, di essere seguiti e sostenuti, di avere una guida che possa portarli ad una ripresa e ad una crescita: quindi, ci impegneremo personalmente a seguirli, per quanto possibile, e ad incoraggiarli, dando loro l’opportunità di crescere non solo come persone ma anche tecnicamente. Non c’è sicuramente da dimenticare l’aspetto associativo che per colpa di nessuno è comunque venuto a mancare, con la presenza vera e propria”.

Fin dal suo insediamento, Graziella ha voluto sottolineare che la persona viene prima dell’arbitro: “Dietro una grande direttore di gara deve esserci una brava persona, portatore di principi sani, etici e morali. L’arbitro è questo”.

Arrivati a metà Stagione, è già il primo momento di tirare le somme di quanto fatto finora:” I bilanci di solito si fanno sempre a fine Stagione e quando si arriva al traguardo, perché i bilanci intermedi ci possono raccontare qualcosa, ma non ci dicono mai la verità fino in fondo. Si può fare una riflessione su questa prima metà Stagione dove il risultato è bello, positivo, incoraggiante, anche se è stato un inizio difficile, che ha visto un impegno umano molto alto e non solo tecnico dove la cosa più complicata è stato riorganizzare umanamente una macchina ferma da un anno e mezzo. È comunque un aspetto molto piacevole che questo ruolo mi permette di provare, perché il contatto con i ragazzi è sempre la parte più bella in ogni cosa, ma in particolare in una realtà dove capisci il valore che acquisisce la figura di riferimento con un'identità molto forte per comprendere le "tue" necessità e guidandoti nel percorso. È poi un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti i Componenti, i Collaboratori, tutta l’Emilia-Romagna, dai Presidenti, agli arbitri regionali e sezionali e talvolta anche i nazionali; sono molto contenta e ottimista per il proseguo della Stagione”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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