Il Presidente Alfredo Trentalange torna in campo per un evento sociale

Il Presidente Alfredo Trentalange torna in campo per un evento sociale

Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Alfredo Trentalange per un pomeriggio ha indossato di nuovo la divisa ed è tornato ad arbitrare. L’occasione è stata l’evento dedicato a ricordare l’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, scomparso tragicamente un anno fa. Si è trattato di un incontro di calcio a 7, protagoniste le squadre della Nazionale cantanti, di Mama Sofia e di Play2Give. Sfida calcistica che si è svolta presso l’oratorio San Giorgio di Limbiate, uno dei punti di riferimento della vita di Attanasio. L'ambasciatore ha contribuito, tra l'altro, a far stanziare, con il sostegno dell'amministrazione locale, 8 milioni di euro per il recupero di una villa che avrà una destinazione pubblica nel parco del centro cittadino. Inoltre, in Congo, Attanasio insieme alla moglie Zakia, si è sempre speso in prima persona per aiutare i bambini in difficoltà.

Le tre squadre si sono affrontate con un preciso obiettivo: promuovere la nascita della Fondazione "Mama Sofia" nata per perseguire le idee dell'ambasciatore per un mondo migliore e presieduta da Zakia Seddiki Attanasio, la moglie. Alla fine l’ha spuntata la Nazionale cantanti grazie alla differenza di reti.

L’AIA, con il suo Presidente in testa, ha accompagnato con piacere questo evento che affonda le sue radici in delicati argomenti di natura sociale. Basti pensare al tema che ha accompagnato questa iniziativa riassunta nel titolo: “Dalla periferia d’Italia, alla periferia del Mondo”. Per non parlare della volontà di aiutare i bambini in sofferenza in alcune realtà africane, a cominciare naturalmente dal Congo. Il Presidente Trentalange ha diretto la prima delle tre partite. Poi, sono scesi in campo due giovani arbitri: Francesco Santochirico e Veronica Adenti. “Per me - spiega Francesco Santochirico - è stata una bellissima esperienza. Un momento che ricorderò. Ho iniziato ad arbitrare tre anni fa. Una passione che mi ha trasmesso mio zio Giovanni che prima ha fatto l’arbitro e ora è un osservatore”. Più o meno lo stesso è successo a Veronica Adenti. “Ho cominciato ad appassionarmi all’arbitraggio seguendo papà Francesco che faceva l’osservatore. Ho diretto le mie prime partite un anno fa. Poi, c’è stato uno stop per il Covid, ma in questa Stagione sono tornata in campo. Arbitrare è una bellissima esperienza”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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