Il Presidente Carlo Pacifici: “Un orgoglio vedere l’AIA associata alla figura del Giudice Livatino”

Il Presidente Carlo Pacifici: “Un orgoglio vedere l’AIA associata alla figura del Giudice Livatino”

Sezione di Agrigento

“Sono orgoglioso come associato e come Presidente vedere l'AIA accostata alla figura limpida del Giudice Livatino, Beato e martire della giustizia”. E’ il pensiero di Carlo Pacifici, che per la prima volta da massimo responsabile dell’Associazione ha preso parte alla cerimonia del VI Premio ‘Giudice Rosario Angelo Livatino AIA’, insieme ai Componenti Nazionali Andrea Mazzaferro e Stefano Archinà. “I valori alti di questo uomo straordinario sono quelli che condividiamo e sentiamo nostri – ha concluso il Presidente dell’AIA - cercando di portarli ogni giorno non solo sui campi di gioco ma anche e soprattutto nella nostra quotidianità”.

L’evento, patrocinato anche dal Senato della Repubblica, si è svolto lo scorso 26 maggio, nella splendida cornice del Teatro Sociale di Canicattì. A meritarsi il Premio, destinato all’arbitro esordiente in Serie A nella Stagione che si è distinto per valori tecnici e comportamentali, è stata quest’anno Maria Sole Ferrieri Caputi, prima donna ad esordire nella massima serie, nella gara Sassuolo – Salernitana, del 2 ottobre 2022. “Questo riconoscimento mi ha emozionato come la gara del mio debutto in Serie A. Una vittoria per tutte le ragazze che quotidianamente scendono in campo affinché superano i limiti del pregiudizio”, ha commentato Maria Sole.

Come consuetudine l’evento, con la Sezione AIA di Agrigento in prima linea nell’organizzazione, ha visto la partecipazione e gli interventi di numerose autorità civili, religiose, delle forze dell’ordine e del mondo dello sport, tra cui la Presidente del Comitato Regionale Arbitri della Sicilia, Cristina Anastasi; gli ex Presidente e Vicepresidente dell’AIA Alfredo Trentalange e Duccio Baglioni; il prossimo Vicecomandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Riccardo Galletta, osservatore arbitrale: “Valori, formazione e spirito di sacrificio sono le caratteriste che accomunano un arbitro a un carabiniere. La diligenza e la disciplina valgono per entrambi. Ai ragazzi arbitri bisogna sempre ricordare che importante è il ‘viaggio’, non la meta, perché è il ‘viaggio’ che gli farà ampliare le proprie conoscenze”, ha riferito Galletta.

“Il Premio, che quest’anno si è tinto di rosa, nasce per trasferire valori, promuovere il territorio ed esportare un messaggio di legalità. E Maria Sole ha tutte le qualità per meritare questo riconoscimento”, ha detto invece il Presidente della Sezione AIA di Agrigento, Gero Drago.

Il Premio nazionale ‘Giudice Rosario Angelo Livatino AIA’, istituzionalizzato dall’AIA nel 2017, è un riconoscimento molto gratificante perché alla memoria di un Personaggio dall’alta caratura morale e integerrimo nella sua professione, scomodo solo alla criminalità organizzata, che il 21 settembre 1990 decise di porre fine alla sua esistenza, uccidendolo a soli 38 anni per mano di quattro scari sulla Statale Caltanissetta – Agrigento. Si stava recando sul luogo di lavoro, in tribunale. Si occupava in prevalenza di sequestri e confische di beni dei mafiosi. I quattro criminali del gruppo di fuoco furono individuati negli anni e condannati all’ergastolo.

Per le autorità del Vaticano il delitto avvenne in ‘odio alla fede’ del magistrato, cattolico praticante, per cui, riconosciuto il martirio, la chiesa lo ha proclamato Beato il 9 maggio 2021, non a caso nel ricordo di un altro 9 maggio, quello del 1993, quando Papa Wojtyla, nella Valle dei Templi, si rivolse così ai mafiosi: "Convertitevi! una volta verrà il giudizio di Dio!".

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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