Il Presidente Trentalange in conferenza stampa: “L’arbitro è uno sportivo al pari di un calciatore"

Il Presidente Trentalange in conferenza stampa: “L’arbitro è uno sportivo al pari di un calciatore

“L’arbitro è uno sportivo al pari di un calciatore. Bisogna lavorare sulla comunicazione e fare uno sforzo, tutti insieme, per far passare questo messaggio ed umanizzare la figura del direttore di gara”. Un concetto chiaro e preciso che il Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange ha lanciato in apertura della conferenza stampa che si è svolta presso il Museo del Calcio di Coverciano. Un incontro molto partecipato, al quale hanno preso parte giornalisti della carta stampata e delle televisioni, andato in onda in diretta su Rai Sport. Al cospetto dei rappresentanti degli organi di informazione erano presenti anche il Vicepresidente dell’Associazione Italiana Arbitri Duccio Baglioni, il Responsabile della CAN Gianluca Rocchi ed il Componente Andrea Gervasoni.

VIOLENZA

“L’arbitro è una persona che in pochi attimi deve prendere delle decisioni assumendosene le responsabilità – ha proseguito Trentalange – Le telefonate di genitori che ci raccontano che i figli da quando hanno intrapreso questa attività sono meno impulsivi, vanno meglio a scuola, e sono più ordinati e disciplinati, rappresentano per noi puro ossigeno. Alla stessa maniera, però, sono terrificanti le chiamate che ci avvertono che giovani arbitri sono al Pronto Soccorso dopo aver subìto un’aggressione durante partite dei Campionati giovanili. Questo è un problema che deve riguardare tutti. Se ci mettiamo nei panni di un genitore, capiamo come possa essere terribile avere un figlio che va ad arbitrare una partita di settore giovanile, permettendo quindi ad altri ragazzi di giocare, e ricevere poi una telefonata dal Pronto Soccorso. L’arbitro è uno strumento di pace, e se succede che venga picchiato lui stesso vuol dire che c’è qualcosa che non funziona”. Il tema della violenza, che vede lo stesso Presidente dell’AIA coordinatore di un tavolo ad hoc istituito dalla Federazione, è stato al centro di una riflessione in conferenza stampa. “Periodicamente riceviamo queste chiamate, statisticamente tre ogni fine settimana, che parlano di ragazzi di 16 o 17 anni che sono dovuti ricorrere alle cure dei medici – ha spiegato – Questo è insopportabile. Il problema va risolto sul piano culturale, preventivo e giuridico. Abbiamo infatti lavorato su una proposta di Legge per inasprire le pene. Su questa tematica abbiamo trovato un grande sostegno da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio, anche attraverso la creazione del tavolo creato con tutte le componenti”.

FEDERAZIONE

Un passaggio specifico è stato riservato proprio ai rapporti con la Federazione ed il Presidente Gabriele Gravina. “Abbiamo un grande dispiacere per la nostra nazionale, ma come sempre dobbiamo guardare avanti e siamo proiettati nel futuro – ha dichiarato Trentalange - Noi siamo dalla parte del Presidente Federale, che sosteniamo in maniera netta con una prospettiva progettuale. La Federazione ci ha sempre messo al centro, con una fattiva sinergia in molti progetti. Questa è una Federazione che non è ferma, ma è già rivolta al futuro, quindi siamo dalla sua parte. Ci dobbiamo infatti occupare non solo degli arbitri di Serie A, ma anche di tutti quelli delle categorie giovanili. In Italia abbiamo un problema di vocazioni, che non riguarda solo gli arbitri ma tutto il mondo del calcio. Bisogna continuare a lavorare con volontà, innovazione, organizzazione e strategie. Al Presidente Gravina, in questo ultimo anno, abbiamo proposto progetti e abbiamo sempre trovato in lui sostegno. Per questo crediamo che il progetto condiviso  debba andare avanti”. Tra i principali quello relativo alla possibilità del Doppio Tesseramento: “Un calciatore che diventa arbitro porta da noi cultura calcistica, e quando torna a giocare nella propria società porta letture regolamentari. In questa maniera l’arbitro non verrà più visto come un elemento estraneo e diverso, ma come un compagno di giuoco. Uno dei problemi del calcio è stato infatti quello che si è andati avanti a compartimenti stagni tra arbitri, calciatori, e giornalisti, c’è invece bisogno di confronto e di stare insieme. In questo si inquadra anche il nuovo corso di formazione per addetto all’arbitro, portato avanti grazie all’interessamento del Vicepresidente dell’AIA Duccio Baglioni e del Settore Tecnico della FIGC. La formazione costa, ma l’ignoranza costa di più e la pagano tutti. Noi crediamo nella formazione e lotteremo per avere, a tutti i livelli, i migliori formatori possibili”.

ROCCHI E GLI ARBITRI DI SERIE A

“Gianluca Rocchi è al primo anno come designatore, ed ha dimostrato grande coraggio puntando sui giovani – ha analizzato Trentalange - Non cambieremo questa linea che è assolutamente condivisa anche con la Federazione. Il fatto che gli arbitri giovani di Serie A e quelli meno giovani, se non addirittura internazionali, parlino la tessa lingua, ci da grande fiducia e speranza. La CAN è una Commissione composta da ricercatori e non da presuntuosi. L’arbitro del futuro deve infatti essere un ricercatore”. 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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