LA PASSIONE PER L’ARBITRAGGIO SPIEGATA DAL COMPONENTE CAN D DINO TOMMASI

LA PASSIONE PER L’ARBITRAGGIO SPIEGATA DAL COMPONENTE CAN D DINO TOMMASI

Sezione di Verona

Il 28 marzo scorso, la Sezione AIA di Verona ha avuto il piacere di ospitare nei locali della sua sede presso lo Stadio Bentegodi il Componente della Commissione Arbitri Nazionale di Serie D Dino Tommasi della Sezione di Bassano del Grappa. Tommasi ricopre il ruolo di coordinatore CAI nella CAN D e ha intrattenuto gli associati veronesi in una riunione, nella quale si è soffermato molto sulle emozioni e sulla passione che deve avere un arbitro nell’attività tecnica e soprattutto nella vita.

Dopo il saluto del Presidente Sezionale Claudio Fidilio, Dino Tommasi ha iniziato il suo discorso trattando delle emozioni: l’emozione di scendere in campo, la tensione che un arbitro vive quando sta per fischiare il calcio d’inizio, l’adrenalina di decidere e difendere la propria decisione. “Tutto questo deve diventare energia positiva e non bisogna mai lasciarsi trasportare dalle emozioni, ma controllarle e imparare a sfruttarle. La premessa per l’esistenza di tutto ciò è la passione: la volontà di scendere sul terreno di giuoco, di fare fatica, di rinunciare ad altre attività per arbitrare una partita di calcio, non può esistere se non c’è passione per l’arbitraggio. Ma se questa passione muove la nostra volontà allora perché a volte rinunciamo?” si è chiesto l’ospite. Il motivo analizzato da Tommasi può far molto riflettere: “Si rinuncia per lo stesso motivo per cui si inizia: la passione” ha detto ai presenti. “Quando si rinuncia semplicemente questa viene meno, ma viene meno perché noi stessi ci poniamo dei limiti che in realtà non esistono. L’unico limite dell’uomo è sé stesso, anche se qualcun altro dovesse dirci che non siamo in grado di fare qualcosa, quella cosa non la faremo mai se neanche ci proviamo. Quello a cui si rinuncia, non solo nell’arbitraggio, ma soprattutto nella vita, non torna mai più”.

“Se riuscirai ad avere fiducia in te quando tutti ne dubitano [...] Se riuscirai a fare un solo mucchio di tutte le tue fortune e rischiarle in un colpo solo a testa e croce [...] sarai un uomo, figlio mio”. Con questi versi della celebre poesia “IF” del poeta Joseph Rudyard Kipling e con la storia di Samia, una ragazza somala che sognava di fare l’atleta e che per farlo ha sacrificato la sua vita, Dino Tommasi ha cercato di trasmettere il messaggio che è stato il filo conduttore della riunione: “Non bisogna mai buttare via le fortune che si hanno e, se si crede veramente in quello che si fa, se si ha passione, bisogna essere disposti a rischiare tutto per essa e non mollare mai”.

La riunione è poi proseguita con la visione di alcuni filmati nei quali si è stato analizzato il comportamento e l’attitudine dell’arbitro. Dino Tommasi ha spiegato agli associati scaligeri che il modo in cui l’arbitro prende una decisione e la sua fermezza, possono evitare moltissimi problemi in campo. La prevenzione è un’arma e va utilizzata:

“Essere arbitri significa difendere le proprie decisioni e non comunicare insicurezza: se riusciamo a farlo in campo, lo faremo nella vita”.

 

In copertina il Componente Can D Dino Tommasi.

In gallery:

1. Il Presidente Sezionale Claudio Fidilio omaggia e ringrazia l’ospite.

 

Foto di Valerio Meneghello

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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