La passione per l’arbitraggio spiegata dall’arbitro CAN Maurizio Mariani

La passione per l’arbitraggio spiegata dall’arbitro CAN Maurizio Mariani

Sezione di Castelfranco Veneto

“Fare l’arbitro vuol dire fare qualcosa con amore, sapersi rialzare dopo ogni caduta”. È con questa citazione di Stefano Farina e con un affettuoso ricordo della sua figura, che lunedì scorso, l’arbitro della Commissione Nazionale di Serie A e B Maurizio Mariani ha dato avvio alla riunione presso la Sezione di Castelfranco Veneto. Una serata che gli associati castellani aspettavano con trepidazione fin dal fortunato sorteggio del Presidente sezionale Nicola Badoer all’Assemblea dei Presidenti dello scorso novembre e che non ha assolutamente tradito le aspettative.

L’associato di Aprilia, con un’esposizione vivace e coinvolgente, ha tenuto desta l’attenzione della numerosa platea per tutta la riunione, durante la quale ha affrontato diversi temi a cominciare dall’amore verso l’arbitraggio: “È una scelta autonoma di ognuno, alla quale dobbiamo guardare con orgoglio per averla fatta, ma anche, proprio perché siamo stati noi decidere, con voglia di fare sempre meglio”.

In seguito, Mariani si è interrogato su cosa possa portare un arbitro a migliorare: “Sicuramente è fondamentale la conoscenza del Regolamento, da leggere e rileggere con costanza, ma anche l’allenamento, soprattutto nei Poli Sezionali, luoghi che permettono non solo di allenarsi con i colleghi, ma anche e soprattutto di trovare degli amici, destinati a rimanere tali per lungo tempo”. Mariani si è poi soffermato anche sull’importanza dei Poli per la preparazione delle gare da arbitrare. “Per migliorare, - ha affermato - è fondamentale arrivare alla gara consapevoli di quello che ci aspetta, e questo può essere ottenuto non solo analizzando classifiche, comunicati e altri dati, ma soprattutto parlando con i colleghi che si sono già confrontati con le squadre che si andranno a dirigere”.

Partendo dalla citazione iniziale, Maurizio ha affrontato il rapporto con l’errore: “La partita perfetta non esiste, un arbitro sbaglierà sempre qualcosa. Però, ciò che deve fare è cercare di limitare sempre di più gli errori e, soprattutto, sapersi rialzare dopo una gara andata male o un episodio sbagliato, utilizzandoli per migliorarsi sempre di più”.  

In conclusione dell’incontro si è dato spazio alle curiosità degli associati castellani. Numerose sono state le domande della platea: a Mariani è stato chiesto com’è organizzata la settimana di allenamento di un arbitro di Serie A, come riesce a gestire un pubblico così numeroso, se ci sono stati nella sua carriera dei momenti difficili e come è riuscito a superarli. Tutte queste domande hanno tenuto gli arbitri castellani attenti fino all’ultimo minuto, consapevoli dell’importanza dei consigli del collega e della loro applicabilità non solo nelle categorie più alte, ma fin dalle prime partite del Settore Giovanile. Sebbene le gare siano infatti diverse, la passione che anima Mariani e la platea castellana è la stessa, ed è proprio grazie ad essa che, in serate come queste, ci si sente sempre in famiglia. 

 

In copertina l’arbitro CAN Mariani.

In gallery alcuni momenti della serata.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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