L’arbitro CAN Perenzoni ospite a Pordenone

L’arbitro CAN Perenzoni ospite a Pordenone

Sezione di Pordenone

In occasione della sesta Riunione Tecnica Obbligatoria, gli associati della Sezione di Pordenone hanno avuto l’onore di conoscere ed ascoltare l’associato Daniele Perenzoni, fischietto nazionale, appartenente alla Commissione Arbitri Nazionale Serie A e B, giunto da Rovereto. Arbitro dal 2010, Perenzoni ha per prima cosa raccontato ai presenti la sua storia, ha iniziato tardi a fare l’arbitro, a 21 anni compiuti, con un passato da calciatore.

Ad entrare nell’AIA lo ha spinto un’enorme passione, quella per il calcio, e un piccolo grande sogno: approdare con il fischietto in Serie C. Ha bruciato velocemente le tappe sezionali e dopo quattro anni è stato inserito nell’organico dell’allora Commissione Nazionale Interregionale. Da lì in poi è iniziato un percorso dai tempi regolari, che ha avuto alcuni picchi e talune delusioni, fino a un difficile episodio durante una gara di Serie D che ha rischiato di bruciare la sua carriera ad un passo dal suo personalissimo sogno.

Il trentino ha con umiltà mostrato i limiti di quel momento, ma con grande orgoglio ha dimostrato che “volere è potere” e che la resa non è mai stata nella sua testa un’opzione percorribile. Si è rialzato, e con silenziosa, ma costante dedizione ha raggiunto il suo sogno, la Serie C, che si è poi evoluto nell’esordio in Serie A nell’autunno del 2022.

Parlando con forte trasporto emotivo, l’ospite ha voluto rimarcare proprio su questo aspetto, quello caratteriale, che in un arbitro è fondamentale, se non addirittura primario. Non solo nel percorso di crescita – in cui la forza mentale ha una rilevanza notevole – ma anche e soprattutto sul terreno di giuoco, il direttore di gara, ha detto Daniele “dev’essere autorevole e mai autoritario, conscio ed orgoglioso dei suoi sacrifici, ma sempre rispettoso di tutti i ruoli”.

“L’arbitro è parte integrante del gioco stesso e come tale deve comportarsi, con lucidità e tempestività di ragionamento e di azione, da raggiungere con l’unica via del lavoro e dell’impegno costante, circondandosi sempre delle persone che più ci vogliono bene” ha affermato l’ospite.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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