L’aspetto motivazionale secondo l’assistente CAN Andrea Zingarelli

L’aspetto motivazionale secondo l’assistente CAN Andrea Zingarelli

Sezione di Salerno

Quattro punti fermi e una passione nata per caso tra i banchi del liceo dopo una lezione tenuta dall’allora arbitro internazionale Matteo Trefoloni: è iniziata così l’avventura nell’AIA dell’assistente della Commissione Arbitri Nazionale Andrea Zingarelli, della Sezione di Siena, che si è raccontato ai fischietti salernitani nella riunione, più che tecnica, “motivazionale”, tenutasi da remoto giovedì 17 febbraio.

Dopo la canonica trafila tra gli infangati campi di periferia, subito la scalata tra le categorie regionali, al termine della quale, tra non poche difficoltà, Andrea ha staccato il pass per la Commissione Arbitri Interregionale. Dopo un solo anno di CAI ecco l’approdo alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie D con la conseguente promozione alla CAN di Serie C. La scalata arbitrale di Andrea si interrompe dopo quattro anni di CAN C: “E’ inutile inventare scuse, non sono stato bravo abbastanza da poter entrare in Serie A dalla porta principale, ma sono contento di aver dato il mio massimo arbitrale, quello che ognuno di noi deve sempre dare. Ho sperato fin all’ultimo di poterci riuscire, fino a quando non hai la certezza di essere fuori ci speri sempre, il giorno prima la mia contrada aveva anche vinto il Palio. Nei 16 giorni in cui sono stato a casa, prima di superare il Corso di Qualificazione per diventare assistente arbitrale, ho rivissuto tutta la mia carriera piena di difficoltà e gioie, ma ero consapevole di avere quattro punti fermi che ancora oggi mi aiutano: la famiglia, il lavoro, gli amici e la mia Sezione”. Ottenuta la nuova qualifica, la corsa di Andrea riparte più veloce: dopo alcune partite in Serie B ecco il tanto atteso esordio in Serie A. “La lezione più significativa che ho imparato è l’illusione dell’iceberg: in cima c’è tutto quello che dall’esterno gli altri vedono come il successo, mentre in basso tutte le basi fondamentali che servono per raggiungerlo come il duro lavoro, la persistenza, la dedizione, il sacrificio di chi vi è vicino”.

Dopo questa introduzione di carattere conoscitivo, la riunione è proseguita con alcuni filmati motivazionali al termine dei quali Andrea, dopo aver ricordato l’amico fraterno Daniele De Santis, coinvolgendo alcuni colleghi ha analizzato diverse situazioni gioco con le relative decisioni tecniche e disciplinari da prendere, per poi aprire alla conclusione: “Cercate di prendere il massimo da tutti i consigli che riceverete, anche da chi non è mai arrivato in alto ma è dentro da una vita; si sbaglia a tutti i livelli e anche a seguito di prestazioni eccellenti, si impiega un attimo a cadere e pensare che tutto crolli, la differenza sta nel come ci si riprende”.

In chiusura il saluto del Presidente di Sezione Roberto Ronga: “Sono molto contento di aver ospitato Andrea questa sera, che ha portato alla nostra attenzione concetti fondamentali che servono sia nell’arbitraggio ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni. Speriamo presto possa esserci l’occasione di incontrarci fisicamente con Andrea, che alcuni nostri osservatori hanno avuto il piacere di visionare in diverse fasi della sua carriera. Colgo l’occasione per dare il benvenuto anche ai nostri nuovi 57 associati, i quali spero traggano il massimo da questa lezione”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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