L’assistente arbitrale Andrea Zingarelli: “L’arbitraggio deve essere sinonimo di divertimento”

L’assistente arbitrale Andrea Zingarelli: “L’arbitraggio deve essere sinonimo di divertimento”

Sezione di Ostia Lido

Un’apertura emotiva, un prosieguo metodico, una chiusura passionale. Tre diversi momenti hanno accompagnato la riunione tecnica di Andrea Zingarelli presso i locali sezionali di Ostia Lido. Assistente arbitrale in forza alla Commissione Arbitri Nazionale Serie A e B dal 2019, Zingarelli ha esordito in Serie A nel luglio 2020, vantando già 38 presenze nella massima serie e 46 in quella cadetta.

Dopo un caloroso saluto da parte dei tanti associati accorsi alla riunione, il Presidente di Sezione Paolo Ricci ha introdotto il prestigioso ospite insieme all’arbitro di Serie A e B Matteo Marchetti.

In apertura di riunione, Zingarelli ha proiettato quelli che a suo avviso sono i quattro pilastri sui quali ogni arbitro dovrebbe costruirsi: famiglia, lavoro, amici, sezione. “Ognuna di queste componenti è indispensabile per la buona riuscita del nostro percorso. Senza questi appoggi il nostro equilibrio è inequivocabilmente compromesso”.

Il discorso è proseguito con la proiezione sullo schermo di alcune parole: caparbietà, buone abitudini, duro lavoro. Si tratta di valori e dinamiche imprescindibili per un arbitro, sia esso un giovane alle prime armi o un veterano di provata esperienza. “Queste virtù devono essere costantemente tenute accese, dobbiamo cercare gli stimoli dentro di noi e non lasciarci influenzare da ciò che ci accade intorno”.

Ricordando il giorno della dismissione dall’organico come arbitro della CAN C, il momento in cui il suo morale ha toccato il punto più basso, Zingarelli ha donato ai presenti l’insegnamento più grande. “È un percorso fatto di alti e bassi, l’importante è esserne consapevoli e ricordare che esiste sempre il modo di ripartire – ha proseguito l’assistente nazionale sull’onda dell’emozione –. L’AIA ci dà tanto, sicuramente più di quanto noi diamo a lei. Ripagarla con la nostra passione è il minimo che possiamo fare”.

La riunione è continuata prendendo in esame gli aspetti comportamentali ed emotivi dell’arbitraggio, senza entrare nelle specifiche tecniche del campo. L’ospite nazionale ha mostrato alcuni video in cui si susseguivano ottime prestazioni e pessime valutazioni, puntualizzando un altro concetto chiave: “Siamo noi gli artefici di quello che ci succede in campo, dobbiamo sempre restare concentrati e non farci tradire dall’entusiasmo o dalla negatività del momento”.

In chiusura, Zingarelli ha sottolineato l’importanza della dedizione che deve accompagnare l’intero percorso arbitrale: “L’arbitraggio di per sé non deve mai essere un sacrificio. Se così fosse sarebbe meglio abbandonare subito. Per me scendere in campo è un divertimento, così come preparare il mio corpo e la mia mente per dare il massimo quando indosso la divisa arbitrale”.

Al termine della riunione, Zingarelli ha ringraziato la Sezione di Ostia Lido per il caloroso abbraccio riservatogli, augurando a tutti i presenti di chiudere al meglio la Stagione e di riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

In copertina, il Presidente Sezionale Paolo Ricci e l’assistente di Serie A e B Andrea Zingarelli.

In gallery, alcuni momenti della riunione tecnica.

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(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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