L'Associazione Italiana Arbitri presente al convegno "Disabilità, barriere e sguardi lontani"

L'Associazione Italiana Arbitri presente al convegno

La Presidenza ed il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri hanno partecipato a Feltre, presso la Cooperativa Sociale Arcobaleno 86 onlus, ad un incontro sul tema "Disabilità, barriere e sguardi lontani".

Ad aprire il convegno è stato il Vice Presidente della Cooperativa Sociale Arcobaleno e Presidente del Collegio dei Probiviri dell’AIA Alberto Gaz: “Gli arbitri sono sempre stati vicini alla nostra realtà” ha detto. Dopo la presentazione di un’opera in legno, a cura di Samuel, Leo e Vico, sono state portate alla platea alcune testimonianze sul tema della disabilità nello sport. Il primo degli interventi, con un video inviato da Gerusalemme, è stato quello di Emanuele Gaz.

Subito dopo il Vice Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Alberto Zaroli ha introdotto Matteo Zavaroni, allenatore del Sassuolo For Special , squadra che partecipa al Campionato Nazionale della Divisione Calcio Paralimpico. “Questi ragazzi – ha detto Zaroli – vivono con grande gioia la normalità di una partita di calcio”. “Con la loro semplicità – è intervenuto Zavaroni – portano avanti i valori dello sport pulito, con la bellezza del calcio che permette di conoscere nuove persone e di confrontarsi con loro”.

Successivamente Samuele Dalla Caneva, da anni volontario presso il Villaggio San Paolo al Cavallino di Venezia che accoglie giovani con disabilità, ha raccontato la propria esperienza. In chiusura di discorso ha proposto una frase significativa: “Noi due non siamo uguali ed è per questo che tutti e due siamo speciali”.

Alberto Zaroli ha poi introdotto Marco Bartoli, arbitro della Sezione di Milano, impegnato nel calcio paralimpico e sperimentale. “Ora svolge anche il ruolo di tutor per altri ragazzi con forme di diversità, aiutandoli ad entrare in questo mondo ed insegnandogli ad approcciarsi ad esso - ha detto - Marco è un esempio positivo ed eccezionale per volontà ed entusiasmo, perché fa sempre tutto con un grande sorriso senza far pesare nulla”. “Avevo iniziato con un po’ di paura ma poi, aiutato anche da altri colleghi, sono riuscito a mettermi in gioco e ad intraprendere questo percorso prima in team e poi a farlo anche da solo – ha raccontato Marco Bartoli - Se qualcuno avesse paura non deve averla, perché sbagliare è umano e sbagliando si impara a fare sempre meglio. Questa è una grande famiglia che mi ha aiutato ad andare oltre alla diversità”. “Questa è la sfida della normalità, non della diversità” ha chiuso Zaroli commentando l’intervento del giovane arbitro.

Dopo un'ulteriore testimonianza portata dal calciatore ed arbitro della Sezione di Belluno Pietro Bortolas, la parola è passata all'educatore ed Arbitro Benemerito Aldo Bertelle. “A Treviso è nata la carta dei diritti dell’infanzia, sarebbe bello che a Feltre nascesse la carta dei diritti dei disabili e di questa casa – ha esordito Bertelle - Questa è infatti una casa per tutti costruita con la disabilità”. Poi un ricordo di alcuni grandi arbitri “Luigi Agnolin con c’è più, ma le sue idee sono sempre presenti, così come in questa occasione voglio ricordare anche Andrea Lastrucci e Maurizio Mattei che tanto hanno lottato per questi valori”.

E’ stata quindi la volta del Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Carlo Pacifici: “Questa realtà ci permette di considerare la vita reale, senza il superfluo che spesso caratterizza il quotidiano – ha detto - Bastava il titolo dell'incontro ‘Disabilità, barriere e sguardi lontani’ per farci riflettere profondamente su questi tre aspetti cosi importanti. È compito della Repubblica, e quindi di tutti noi, rimuovere quegli ostacoli che rendono le persone diverse. Noi abbiamo l’arroganza di considerarci normali, ma cosa è la disabilità? Quali sono i termini di paragone? La disabilità è solo negli occhi di chi guarda. Il diverso fa paura, perché non siamo bravi a creare legami. Questo porta ad una visione appannata della realtà, che non permette di comprendere le potenzialità che ci sono dietro ad una diversità. Il diverso non è la persona, ma è un concetto figlio di chi guarda”. Il Presidente ha poi ricordato gli elementi presenti nel logo dell'AIA: un ponte ed una bilancia. "Noi vogliamo ponti che accolgano e non chiudano - ha concluso Pacifici - La bilancia simboleggia la giustizia che noi rappresentiamo sui campi di gioco".

In chiusura è giunto un saluto da parte del sindaco di Pedavena Nicola Castellanz: “Tutti noi, per il ruolo che abbiamo nella società, abbiamo bisogno di esempi come quelli che abbiamo ascoltato oggi”. Presenti in sala anche il Presidente del Comitato Regionale Arbitri del Veneto Tarcisio Serena, i Presidenti delle Sezioni di Padova Matteo Michieli, Venezia Michele Gottardi, Verona Claudio Fidilio, una rappresentanza di Belluno, capeggiata da Celso De Girardi, e l’assessore allo sport di Feltre Maurizio Zatta. All’evento hanno collaborato anche le Sezioni di Treviso e San Donà di Piave.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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