L’EX ARBITRO INTERNAZIONALE BRASCHI: “TESTA FREDDA E CUORE CALDO”

L’EX ARBITRO INTERNAZIONALE BRASCHI: “TESTA FREDDA E CUORE CALDO”

Sezione di Novara

La Sezione arbitri di Novara ha avuto l’onore di ospitare nei propri locali sezionali una delle figure più note dell’Associazione Italiana Arbitri: Stefano Braschi della Sezione di Prato, che vanta all’attivo oltre 140 gare di serie A, una finale di Champions League nel 2000 e una finale di Coppa delle Coppe nel 1998, oltre ad una carriera da dirigente nei vari Organi Tecnici Nazionali. Folta la presenza degli associati novaresi, che hanno partecipato alla Riunione Tecnica con molto interesse e curiosità.

Con particolare enfasi rivolta ai direttori di gara che dirigono principalmente le partite del settore giovanile, Braschi ha spiegato gli atteggiamenti da tenere sul terreno di giuoco, utilizzando alcuni filmati per sottolineare gli aspetti positivi e negativi che possono emergere nel corso della gara in seguito a delle decisioni. “Testa fredda e cuore caldo” sono le parole con cui Braschi ha esordito: “L’arbitro vero non arbitra con il fischietto, ma con gli occhi”.

L’ex giacchetta nera ha poi rimarcato l’importanza di altri argomenti importanti, ossia quelli riguardanti i richiami e la gestualità: “I richiami più efficaci sono quelli diretti e concisi, tre parole al massimo”, ha spiegato Stefano: “Una gestualità sicura ci permette di non trasmettere insicurezza. Siamo il punto di riferimento sul terreno di giuoco, per questo motivo siamo al centro dell’attenzione, soprattutto a gioco fermo. È importante per un arbitro sapersi porre nel modo corretto”. Braschi ha poi esortato gli arbitri a prendere una decisione: “Noi siamo arbitri, dobbiamo prendere decisioni difficili che spesso sono impopolari. Ma ricordatevi che una scelta difficile dà autostima”.

La serata è poi terminata con le domande di rito da parte della platea, con Stefano che ha risposto rivelando dei veri e propri aneddoti relativi alla propria carriera arbitrale. L’augurio del Presidente di Sezione Andrea Riccardi è quello che gli arbitri più giovani possano prendere spunto da ciò che Stefano Braschi ha sottolineato nel corso della riunione, facendo propri alcuni trucchi del mestiere per riuscire al meglio nella prestazione arbitrale: “Spero di aver lasciato anche solo un briciolo del mio vissuto ad ognuno di voi. Se ci sono riuscito, oggi sono una persona migliore”, ha concluso l’ex arbitro internazionale prima di congedare i presenti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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