Luca Zufferli: "L'arbitraggio è palestra di vita"

Luca Zufferli:

Sezione di Treviso

È Luca Zufferli, arbitro in forza alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B e associato della Sezione di Udine, l’ospite sorteggiato che la Sezione di Treviso ha avuto il piacere di accogliere alla riunione tecnica il 14 novembre, al Cinema Teatro Aurora. Gradito ospite ad accompagnarlo, il co-sezionale Mirko Zannier, Componente della Commissione Arbitri Nazionale di Serie D.

Come di consueto, il Presidente sezionale Castellino ha aperto la serata accogliendo i colleghi e passando in rassegna gli ultimi progetti, impegni ed esordi che hanno riguardato la Sezione e vedranno gli associati impegnati prossimamente.

Dopo un breve video di benvenuto, realizzato grazie al contributo di Angelo Tasca, ha preso la parola l’ospite della serata. Il relatore, prima dell’incontro, ha partecipato all’ordinaria seduta di allenamento insieme ai fischietti di Marca: “Sono colpito dall’entusiasmo che ho visto al polo, un gruppo unito non è scontato, e questo mi spinge a prendere la realtà della Sezione di Treviso come modello. Il senso dell’incontro, non è l’aspetto tecnico. - ha sottolineato Zufferli - Sono qui per portare la mia esperienza, come persona e professionista, e capire insieme a voi come le caratteristiche personali influiscono nell’ambito arbitrale”. Luca ha quindi sottolineato: “La persona non scinde dall’arbitro”, aspetto su cui ha insistito particolarmente nel corso della serata. Si è rivolto in particolare ai giovani fischietti: “Questo è un confronto su come andare oltre le difficoltà”.

Luca ha quindi proiettato la fotografia degli associati della Sezione di Udine sottolineando: “È l’immagine che si dà all’inizio che sancisce l’andamento della serata: qui è da dove arrivo”. ll primo elemento con cui l’arbitro in forza alla CAN ha voluto guidare i colleghi nel corso dell’incontro si è focalizzato sull’importanza dei legami che si creano nella Sezione: “I dettagli delle partite scemano, ma non le persone con cui si condividono questi momenti”.

Per il secondo elemento ha richiamato soprattutto l’attenzione dei giovani sulle figure esperte, il tesoro che costituiscono i “veterani” della Sezione: “Loro hanno un’esperienza di vita, non solo arbitrale, di cui bisogna approfittare, la Sezione è un ambiente meraviglioso, ci sono poche realtà come questa, che consentono di essere sulla stessa lunghezza d’onda”. Ascoltare e assorbire, quindi, sono aspetti imprescindibili. Emblematica di tutto l’incontro è stata l’immagine di una montagna: “La montagna è l’esempio perfetto del mio obiettivo, del mio sogno, non è semplice arrivare in cima, non conosco il percorso, ma voglio raggiungerla”.

L’aspetto fondamentale, secondo l’ospite, è impostare un obiettivo e iniziare a costruire il percorso corretto, stabilendo i giusti rapporti per raggiungerlo: “I momenti più importanti del percorso sono quelli difficili, in cui si vuole mollare, per questo bisogna avere le persone giuste vicino. La propria vita, - ha continuato Luca - è costituita per il 20% da ciò che ci capita e per l’80% da come reagiamo; affrontare determinate difficoltà da arbitro mi ha aiutato nella vita perché per arrivare in cima non ci sono scorciatoie, di fronte alle difficoltà non si molla né in campo né nella vita. L’arbitraggio è una palestra, dovete essere ambiziosi, ma non è un percorso che potete affrontare da soli, insieme si condivide”. Molto significativo un passaggio ulteriore: “La forza costruita nella Sezione permette di andare avanti: si cambia, si migliora e ci si mette a disposizione degli altri”.

Costruzione di un obiettivo e condivisione sono fondamentali, ma come evidenziato da Luca è necessario anche creare un percorso che consenta di continuare in serenità la propria attività e sviluppando anche il post carriera: “Bisogna costruire un futuro nel momento in cui, prima o poi, questa carriera giunga al termine e devo dire che la crescita arbitrale l’ho avuta anche con delle esperienze lavorative che mi hanno forgiato”.

Un importante frangente è stato dedicato alla parte introspettiva: “Ci sono dei momenti in cui è necessario fermarsi, il viaggio parte dentro di noi, dobbiamo capire chi siamo, cosa vogliamo e chi vogliamo diventare perchè nel momento in cui si progetta il proprio futuro bisogna focalizzarsi su sé stessi. Non è una gara di 100 metri, bensì una maratona”.

Tra le riflessioni, l’ospite ha ricordato che ognuno ha i propri tempi per maturare ed è necessario mettersi in discussione, perché anche un punto debole può essere un punto di forza, ma si scopre solo se si costruiscono legami, in qualsiasi contesto.

In chiusura, lo spazio è stato lasciato agli associati trevigiani, che con entusiasmo hanno rivolto molteplici domande che hanno spaziato tra aneddoti fuori e dentro il terreno di giouco e a cui Luca ha risposto rimarcando i preziosi concetti condivisi precedentemente.

(foto di A. Gava)

 

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(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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