Matteo Trefoloni agli arbitri empolesi: “Preparazione, concentrazione e fiducia in se stessi: questo è arbitrare”

Matteo Trefoloni agli arbitri empolesi: “Preparazione, concentrazione e fiducia in se stessi: questo è arbitrare”

Sezione di Empoli

È bello sentirsi apprezzati”. Così il Responsabile del Settore Tecnico dell’AIA, Matteo Trefoloni, ha aperto l’incontro di lunedì 25 marzo dopo aver ricevuto un lungo applauso dagli associati della Sezione di Empoli guidata dal Presidente Claudio Viti.

La sua esperienza e, soprattutto, la sua capacità di trasmettere la passione per l’arbitraggio hanno coinvolto tutti i presenti. Sin dalle prime battute l’ospite nazionale ha messo in luce come tempestività, credibilità e sicurezza siano i capisaldi di un percorso concreto come quello di un arbitro.

Un punto di partenza fondamentale per ogni direttore di gara è senza dubbio la preparazione atletica che, abbinata alla curiosità e alla volontà di vedere a tutti i costi, porta al momento culmine in cui “sei lì”, ovvero al posto giusto nel momento giusto e, dunque, nelle condizioni migliori per poter assumere la decisione corretta. 

Arbitrare è pancia, l’evento è istinto. Come si prepara un’azione e come si arriva ad un evento è testa”. Con queste parole, Trefoloni ha precisato l’importanza di trovarsi sul terreno di gioco non solo con il corpo, con lo spostamento, ma anche con il cervello. Il che significa essere attivi e reattivi al verificarsi di ciascun evento, in quell’attimo imprescindibile di una gara degna di essere diretta nel migliore dei modi.

Arbitrare è una questione di occhi: decidere e avere uno sguardo convinto è un ulteriore mezzo per trasmettere un messaggio ai calciatori, per far comprendere ogni decisione e per far sì che quegli stessi occhi siano un timbro su quella situazione, rappresentando un qualcosa di indelebile e irremovibile. Trefoloni ha quindi spiegato come la consegna di un messaggio sia spesso più importante del messaggio in sé. Di conseguenza, la modalità in cui viene esibito un cartellino è quasi più importante del provvedimento disciplinare stesso.

Il Responsabile del Settore Tecnico dell’AIA ha poi sottolineato come alla fine ognuno troverà il proprio modo di farsi accettare e di trasmettere quel determinato messaggio, purché presti attenzione alle “tre C dell’arbitraggio”: “controllo”, “convinzione” e “credere”. “L’importanza di credere in se stessi è fondamentale per un arbitro – ha aggiunto Trefoloni – Cercate di difendere in ogni momento ciò che per voi è giusto attraverso lo sguardo di chi ha il leone dentro”.

Trefoloni, infine, ha rivolto un ultimo messaggio agli associati empolesi, tra cui era presente anche l’assistente arbitrale in forza alla Commissione Arbitri Nazionale Serie A e B Nicolò Cipriani, che ben riassume il suo credo arbitrale: “Quando ci si tuffa non si può più tornare indietro. Quando entriamo in campo portiamo con noi ciò che sappiamo. Preparazione, concentrazione, fiducia in se stessi per trasmettere un messaggio: questo è arbitrare”.

 

In copertina, Trefoloni con Viti, Cipriani e altri dirigenti sezionali. 

In gallery, alcuni momenti della riunione.

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