Nel ricordo di Gianpiero Gregori: la sua Sezione che lo ha visto crescere a lui intitolata

Nel ricordo di Gianpiero Gregori: la sua Sezione che lo ha visto crescere a lui intitolata

Sezione di Piacenza

Il 24 ottobre, a poco più di un anno dalla scomparsa di Gianpiero Gregori, si è tenuto uno degli eventi più importanti della storia del mondo arbitrale piacentino: l’intitolazione della Sezione a suo nome, quale formale riconoscimento di una lunga e straordinaria carriera fatta anche di dieci anni come assistente in Serie A e B, Presidente di Sezione e del Comitato Regionale Arbitri e Componente di tante Commissioni Nazionali.
Nell’aria era tangibile l’emozione e la tensione del Presidente di Sezione Domenico Gresia, preoccupato che la serata si svolgesse perfettamente in modo da onorare la memoria viva di "Gianpi", ma le cose sono presto venute da sé, con una naturalezza che lo ha certamente celebrato nel migliore dei modi. Nel salone CONI di Piacenza condiviso con la sezione arbitri, con la voce più volte rotta dell’emozione, Gresia ha condotto la serata in tutte le sue fasi, ricordando in apertura anche altri associati venuti a mancare negli ultimi anni, e poi subito presentando alla platea gli ospiti: il Presidente dell'AIA Alfredo Trentalange e il Componente del Comitato Nazionale Alberto Zaroli, il Delegato provinciale della FIGC Angelo Gardella, il Delegato provinciale del CONI Robert Gionelli e il Presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna Simone Alberici, ed inoltre il Sindaco di Piacenza Katia Tarasconi con l’Assessore allo Sport Mario Dadati.
Gresia ha poi lasciato che fossero gli ospiti a raccontare Gianpiero. Per primo Gionelli, che ha ricordato la "dedizione al mondo giovanile e l'attenzione agli aspetti educativi" che hanno costantemente caratterizzato il suo percorso. Poi Dadati: "Le sue doti umane sono riconosciute dal mondo sportivo piacentino e italiano". Tra gli interventi anche quello della cugina di Gregori, Maria Grazia Moia: "noi famigliari abbiamo sempre appreso dei suoi successi attraverso i giornali, lui era una persona umile e modesta". Il Sindaco, poi, ha tenuto a sottolineare come la carriera e la persona di Gregori abbiano portato in alto il nome di Piacenza. Di rilievo gli interventi di Trentalange e Zaroli, non già per il loro ruolo istituzionale, ma per il rapporto di amicizia e percorso nell'Associazione che hanno condiviso con l'arbitro piacentino. "L'evento di oggi ha avuto un fortissimo valore simbolico, perché pochi come lui sono stati capaci di presidiare spazi differenti, sia sul campo che come dirigenti, e in entrambe le sedi a livelli prestigiosissimi - ha affermato Trentalange, aggiungendo -. Aveva uno stile con il quale sdrammatizzava le situazioni più complesse prima, dopo e durante la gara: io ne sono stato testimone. Per lui l’autorità era dettata dall'autorevolezza morale, dall'impegno e dai valori e non dal gradino sociale occupato. Per me farà sempre la differenza, e in questo momento mi manca”.
Zaroli invece ha parlato di quanto si compensassero: "Abbiamo condiviso tante esperienze dirigenziali, lui aveva la capacità di essere efficiente sdrammatizzando, la serietà nell'operare andava di pari passo alla spensieratezza, io ero impostato più rigidamente".
Alla fine, il momento della formalità, ma non per questo meno partecipato: lo svelamento della targa con il nome di Gianpiero, all'ingresso della Sezione, e la benedizione della stessa da parte del parroco della sua parrocchia.

in Copertina: Trentalange e Gresia

in fotogallery:

1: intervento di Gresia;
2: proiezione video commemorativo;
3: Trentalange e Zaroli;
4: intervento di Zaroli;
5: intervento di Trentalange;

6: intervento di Katia Tarasconi;
7-8: svelamento e benedizione targa intitolazione Sezione.

Per le fotografie ha collaborato Alessandro Blasi

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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