“Nell’AIA un clima tranquillo e stimolante”, ben 57 i nuovi arbitri

“Nell’AIA un clima tranquillo e stimolante”, ben 57 i nuovi arbitri

Sezione di Salerno

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo. Nella sezione di Salerno ci sono ben 57 nuovi arbitri, tutti con storie diverse ma tutti accomunati da una sola passione da condividere in questo lungo cammino. Mercoledì 9 febbraio è stata la conclusione del primo passo: il superamento degli esami di fine Corso. Valutati dalla Commissione composta dal Presidente di Sezione Roberto Ronga, dal Componente del Comitato Regionale Matteo Valeriano, dal Segretario Marco Polichetti e dal Consigliere Sezionale Gennaro Leone, gli aspiranti fischietti hanno effettuato, da remoto, i test tecnici interattivi sul regolamento e una prova orale.

Ed al termine la gioia più grande. Tutta da condividere. Insieme, perché cosi si cresce: “Sono sempre stato un ragazzo rispettoso delle regole, riesco a prendere decisioni senza farmi influenzare; quando mi si è prospettata la possibilità di diventare arbitro ho colto l'occasione per mettere tutto in pratica. Dall'esterno pensavo che l'Associazione fosse un luogo freddo, ma mi sono ricreduto perché ho trovato un clima tranquillo e stimolante. Mi aspetto di crescere consapevole degli ostacoli che incontrerò”, ha commentato il neo arbitro Giorgio Gaggia.

Ecco un’altra impressione, quella del suo collega Manuel Sabato: “Fin da piccolo volevo fare l’arbitro perché amo il calcio. Credo che l’AIA sia un luogo dove trovare amici pronti a sostenerti e aiutarti. Sono una persona determinata e vorrei imparare a prendere decisioni difficili nel minor tempo possibile”.

“Mi ha da sempre affascinato il ruolo arbitrale, figura principale per garantire lo svolgimento di uno sport che a me piace tanto: il calcio. Con tutti i pregiudizi al mondo vedere una ragazza su un terreno di gioco è ancora strano per qualcuno. Proprio per l’esempio e la carriera di questi arbitri donna che mi sono invogliata a intraprendere questo percorso”, è stato invece il pensiero di Giulia Alfinito.

Altro neofita e altro commento, Matteo Giuliani, con tesseramento doppio: “Mio padre era arbitro, grazie alla sua spinta mi sono iscritto al Corso. Il fatto che possa continuare a giocare e arbitrare ha sicuramente influito nella scelta. Spero che in questo percorso possa imparare quel che prova un ragazzo dietro un fischietto; mi aiuterebbe anche nell’altro ruolo a rivolgermi in modo diverso a un arbitro durante il gioco”.

Altro calciatore diventato anche arbitro, Giuseppe Parisi: “La figura del direttore di gara mi ha sempre affascinato. Gioco a calcio e secondo me a volte il rapporto tra arbitro e calciatore non funziona perché il primo cerca di dare il meglio per far rispettare le regole, mentre molti calciatori non sapendo il regolamento lo interpretano a modo loro. Imparerò a essere più serio e autorevole”.

Hanno chiuso i lavori le parole del Presidente Ronga: “Sono molto soddisfatto, il reclutamento costituisce la linfa vitale per il futuro dell’Associazione. All’inizio svolgevamo le lezioni in presenza, ma causa COVID abbiamo dovuto interrompere e continuare online. Ringrazio i relatori, in particolare per i valori che hanno trasmesso ai ragazzi. Nel nostro progetto abbiamo coinvolto particolarmente anche le scuole, reclutando più di 100 aspiranti dei quali ben 57, tra cui quattro ragazze e due calciatori che usufruiranno del doppio tesseramento, hanno brillantemente tagliato il traguardo. A loro il benvenuto e l’augurio per un percorso di crescita ricco di soddisfazioni, non solo sportive”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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