Nicola Giovanni Ayroldi della CAN C sulla ‘futuribilità’ arbitrale

Nicola Giovanni Ayroldi della CAN C sulla ‘futuribilità’ arbitrale

Sezione di Lecce

“Non mollare mai! Nulla è impossibile! Non smettere mai di sognare: se anche una sola volta hai avuto un incubo, ricorda che l’unico elemento che può compromettere il sogno è la paura di fallire!” Con questi preziosi imperativi, rivolti in particolare ai giovani arbitri, ha concluso il suo apprezzato intervento l’arbitro benemerito Nicola Giovanni Ayroldi, Componente della Commissione Arbitri Nazionale per la Serie C, ospite della Sezione AIA ‘Daniele De Santis’ di Lecce il 19 ottobre. La riunione plenaria si è svolta dinanzi ad una folta platea che ha condiviso un rilevante momento di crescita tecnica ed umana.

Il Presidente Sezionale Paolo Prato ha introdotto i lavori esprimendo la felicità sua e di tutti gli associati leccesi di avere un ospite di cosi particolare spessore umano e tecnico. Ha portato il suo saluto anche la Presidente della Delegazione Provinciale della FIGC, Luana De Mitri, che ha ricordato il lavoro sinergico tra Sezione e Delegazione FIGC e ha rivelato, con soddisfazione, che è aumentato in provincia il numero delle squadre che parteciperanno al campionato di Terza categoria.

Dopo un breve ‘RVM’ dedicato alle tappe più importanti della carriera arbitrale e dirigenziale di Ayroldi, lo stesso ha iniziato il suo intervento che ha inteso incentrare sul concetto di ‘futuribilità arbitrale’: “Come si crea, come avverare il sogno sperato, come accrescere le proprie capacita?”. E allora ha indicato i suoi punti chiave, attraverso un analitico esame di ognuno di essi, attraverso video analisi e riferimenti alla sua intensa esperienza molto attrattivi: la conoscenza del regolamento e del gioco del calcio, la preparazione della gara e quella atletica, la lettura della gara, il ricorso ad una efficace prevenzione e l’importanza della presenza fisica durante tutto l’arco della competizione. Un altro elemento che ha inteso sottolineare è stato quello di attenzionare il ‘body language’, non soltanto quello dei calciatori, ma anche quello proprio. Da quello dei contendenti si potrà desumere il loro atteggiamento, dal proprio si potrà trasferire ‘equilibrio e credibilità’, frutto di una figura arbitrale serena e determinata, espressione di una personalità appropriata al ruolo. Un secondo indicatore più volte ricorrente nella sua comunicazione è stato il ‘timing’: un arbitro che vuole raggiungere i più ambiti traguardi deve saper essere sempre nel ‘tempo’, ovvero saper leggere i momenti topici di una gara, essere in grado di intervenire con tempestività a livello tecnico e disciplinare, saper evitare ogni effetto sorpresa.

Nella sua conclusione ha indicato altri punti di forza dell’aspetto comportamentale di un arbitro futuribile: la pazienza, la tenacia, la perseveranza, la fermezza e la determinazione, ribadendo, infine, che “anche lo stato mentale va allenato” e che ognuno è il solo responsabile del proprio successo perché è la meritocrazia che trionferà.

Le sue parole sono riuscite ad arricchire la crescita tecnica dei giovani arbitri, hanno suscitato interesse e partecipazione, manifestata anche attraverso l’attenzione manifestata durante tutta la serata. Il Presidente Prato lo ha ringraziato per aver svolto con così grande passione e particolare competenza il suo intervento e ha dichiarato che si era concluso, con grande compiacimento generale, un incontro altamente formativo e ricco dal punto di vista motivazionale.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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