Orsato, Giallatini e Carbone: “Divertitevi, date il massimo e credete sempre in voi stessi”

Orsato, Giallatini e Carbone: “Divertitevi, date il massimo e credete sempre in voi stessi”

Sezione di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate

Non è da tutti i giorni incontrare la terna arbitrale di una semifinale mondiale. Uno storico trio tutto italiano composto dall’arbitro Daniele Orsato, Sezione di Schio, e dai due assistenti Alessandro Giallatini, Sezione di Roma 2, e Ciro Carbone, Sezione di Napoli. La serata è stata organizzata dalla Sezione di Busto Arsizio, insieme a quelle di Legnano e Gallarate, nella cornice della Sala Tramogge – “Molini Marzoli” dello stesso comune bustocco.

Dopo i ringraziamenti di rito del Presidente della Sezione di Busto, Diego Carrara, ha preso parola Alberto Zaroli, Vicepresidente dell’Associazione Italiana Arbitri, che si è soffermato sul valore della squadra e sulla necessità di coordinare ed essere coordinati in una terna arbitrale. “Mi piacerebbe passasse l’idea che senza una squadra, senza la condivisione non si raggiunge il successo. Il concetto di gruppo è veramente fondamentale e loro - riferendosi agli ospiti - sono le persone che possono spiegarvelo meglio, perché lo fanno, lo hanno fatto e lo faranno al livello più alto possibile”, ha evidenziato Zaroli.

È toccato, in seguito, ai due assistenti prendersi la scena e raccontare la loro esperienza in campo. Giallatini e Carbone sono colleghi da tanti anni e hanno calcato i più grandi palcoscenici del mondo calcistico, tra Champions League e Mondiale. Nonostante ciò, provengono da due carriere opposte: se per il primo la carriera arbitrale è nata e si è formata da assistente, il secondo è arrivato in Serie C da arbitro per poi cimentarsi nel ruolo di assistente.

Reduci dal match Inter-Juventus, i due assistenti si sono raccontati alla sala colma di arbitri e osservatori, insistendo sul lavoro duro che occorre fare per arrivare ad alto livello: “È importante crearsi delle aspettative, dei sogni da raggiungere: occorre però anche razionalità e avere un piano B. A tutti voi dico di godervi il percorso arbitrale, che è quello che conta di questa esperienza che tutti voi state vivendo», ha sottolineato Carbone.

È arrivato, poi, il turno del miglior arbitro dei Mondiali 2022, competizione in cui ha diretto la semifinale Argentina-Croazia. Orsato ha intrattenuto i presenti per un’ora densa di motivazione, coraggio e insegnamenti su cosa vuol dire essere arbitro, in campo e fuori. Il fischietto di Schio, il cui sogno da bambino era fare l’elettricista, ha raccontato i suoi primi passi nel mondo arbitrale, fino ad arrivare alla promozione in Serie A nel 2006. Una carriera con il picco massimo, per stessa ammissione di Orsato, della finale di Champions League 2019/2020 tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco, arbitrata con lo stesso Giallatini e Manganelli.

“Nessuno è nato per fare l’arbitro di calcio. Noi abbiamo imparato come voi - ha precisato Orsato. - Prendetela come una sfida. Mettete sempre al primo posto lavoro, famiglia e studio perché fare l’arbitro è il contorno di tutto questo. Credete sempre in voi stessi anche quando sbagliate”. Sulle abilità che deve avere un buon direttore di gara non ha dubbi il fischietto di Schio: «Correre, fischiare e non cercare scuse: questa la ricetta del buon arbitro. Potete mancare dal punto di vista tecnico, ma mai comportamentale. Il rispetto deve esserci prima di tutto, verso le squadre in campo e verso la Sezione fuori, che dovete considerare come una grande famiglia. Una famiglia presente sia nei vostri più grandi successi che nei fallimenti”, ha concluso Orsato.

Non sono mancati momenti di confronto con i giovani arbitri presenti in sala, osservazioni, consigli su situazioni di campo nonché istanti di leggerezza con immagini backstage della preparazione della terna alla gara inaugurale di Qatar 2022, Qatar-Ecuador. Una partita che ha iscritto, nella storia del calcio, una terna italiana che ha ancora tanta voglia di scrivere altre pagine di storia.

(Foto di Federico De Martino)

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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