PADRE E FIGLIO UNITI DALL’ARBITRAGGIO

PADRE E FIGLIO UNITI DALL’ARBITRAGGIO

Sezione di Rovigo

L’ultimo Corso Arbitri è stato superato da sei candidati, tra i neo-arbitri rodigini meritano di essere menzionati Martial Tchouameni di 37 anni e Tomy Tchouameni di 15 anni, che sono rispettivamente padre e figlio di una bellissima e numerosa famiglia di origine camerunense residente a Badia Polesine (RO).

Al momento dell’iscrizione al Corso, Martial ha precisato che ha sempre accompagnato molto volentieri i figli alle loro attività sportive, in particolar modo a basket e a calcio. In quest’occasione, però, ha deciso di affrontare anche lui una nuova ed entusiasmante avventura insieme al proprio figlio Tomy. Entrambi hanno superato l’esame di qualifica ed hanno debuttato accompagnati, come da prassi, da un Tutor più esperto messo a disposizione dalla Sezione nella categoria Giovanissimi under 15 provinciali, dirigendo con grande determinazione la gara.

Martial raccontando la sua prima partita ha faticato a contenere l’emozione: “Quando porti tuo figlio a giocare è diverso, ma in questo caso sono riuscito a toccare con mano quello che si prova ad entrare in un campo di calcio come arbitro. Non si può capire l’emozione che i ragazzi in divisa provano ogni volta che dirigono una partita finché non la si vive in prima persona, è stato veramente bellissimo ed è un peccato che io non sia venuto a conoscenza prima della possibilità di poter diventare arbitro e entrare a far parte della Sezione di Rovigo al mio arrivo in Italia 14 anni fa”. Martial, qualche giorno prima del suo debutto, ha assistito con grande orgoglio alla prima partita arbitrata da suo figlio Tomy, e ha aggiunto: “Mio figlio è fortissimo, è stato molto più bravo di me”. Nella sua vita Martial non ha mai pensato di diventare un arbitro di calcio, ma adesso, dopo aver diretto la sua prima gara, già aspetta con trepidazione la prossima per poter migliorare e mettere in pratica tutti i preziosi consigli ricevuti dal suo Tutor.

Invece, Tomy ha deciso di intraprendere la carriera arbitrale continuando a giocare a calcio e sfruttando così l’opportunità del doppio tesseramento arbitro-calciatore, che la FIGC e l’AIA hanno concesso ai giovani che desiderano conoscere il mondo degli arbitri in prima persona. A suo avviso l’esperienza da calciatore gli è stata molto utile durante il suo debutto perché è riuscito a valutare correttamente la tipologia di contatto e quindi a decidere se fischiare o meno. Tomy ha poi precisato che inizialmente in campo tendeva a muoversi da calciatore, rimanendo molto centrale e a volte correndo dietro al pallone. Per sua stessa ammissione, quando ricopre il ruolo di calciatore corre molto meno: “Quando sei arbitro non puoi mai distrarti e per vedere bene devi correre sempre; invece, quando gioco, la situazione è nettamente diversa”. Anche lui, come suo padre, è desideroso di tornare in campo per migliorare e mettere in pratica i consigli che, come lo chiama lui, il “signor Tutor” gli ha dato al suo esordio.

 

Foto di D. Cavallaro

 

In copertina: Tomy, il Presidente sezionale Michele Ronca, il Presidente regionale Giovanni Stevanato e Martial.

In gallery: i neo-fischietti alla prima riunione sezionale.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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