Parla con Noi: Katia Senesi risponde alle domande sul Movimento Arbitrale Femminile

Parla con Noi: Katia Senesi risponde alle domande sul Movimento Arbitrale Femminile

Dopo il lancio delle scorse settimane, prende ufficialmente il via la nuova rubrica “Parla con noi” attraverso la quale ognuno può porre domande sul tema indicato di volta in volta, ricevendo risposte da parte di dirigenti o arbitri. In questa prima puntata abbiamo proposto il tema del Movimento Arbitrale Femminile, ricevendo i quesiti inviati tramite l’apposito form presente in questo sito.

 

Di seguito le domande con le relative le risposte, curate dal Componente del Comitato Nazionale dell’AIA Katia Senesi che si occupa del progetto.

1) Alessia Copetti – Che caratteristiche deve avere una ragazza per iniziare un percorso da arbitro?

Ciao Alessia, arbitrare è un’attività incredibilmente affascinante ma anche molto particolare perché richiede doti non comuni: in 90 minuti, in media, si prendono centinaia di decisioni (fischiare e non fischiare sono 2 decisioni), sotto stress (fisico e psichico) e in tempi vicini allo zero. Sicuramente non è richiesta la bella presenza. Invece la voglia di uscire dal “solito e noto” e un profondo senso di giustizia ti potranno essere di grande aiuto. Il resto te lo insegniamo noi. Il fatto che hai posto questa domanda evidenzia che sei già sulla buona strada per diventare un arbitro. Ti aspettiamo.

2) Salvatore Ravelli – Desidero essere informato su un Corso Arbitri: ho 16 anni e vivo a Caltagirone.

Ciao Salvatore, nella tua regione esistono 12 Sezioni arbitrali: probabilmente quella a te più vicina è Catania. Sul nostro sito troverai il link “le Sezioni” dove potrai ottenere i contatti della Sezione AIA a te più vicina e avere tutte le informazioni in merito alle date dei nuovi Corsi Arbitri. Siccome sei molto giovane sappi che, se sei attualmente un calciatore presso una società calcistica, hai la possibilità, grazie al doppio tesseramento, di continuare a giocare a calcio e anche di arbitrare, il tutto fino ai 18 anni. In questo caso, per chi è già un po' esperto grazie all’appartenenza ad una squadra di calcio, il corso dura solo 8 ore di lezione. L’iscrizione all’AIA per questa stagione sportiva é gratuita e il materiale per arbitrare te lo diamo noi. A te non resta che iscriverti. Ti aspettiamo.

 

3) Noemi Bonsignore – Come funzionano i Corsi Arbitro?

Ciao Noemi, i Corsi Arbitro sono il mezzo per diventare arbitro effettivo di calcio. Vengono tenuti periodicamente dalle Sezioni AIA d’Italia (sul nostro sito puoi trovare quella a te più vicina e contattarla per avere tutte le informazioni al riguardo). Se giochi a calcio e hai meno di 18 anni, puoi continuare a giocare e, contemporaneamente, diventare anche arbitro grazie al doppio tesseramento: in questo caso per te che hai già una buona esperienza pratica, il corso durerebbe solo 8 ore di lezioni. Una volta completata l’iscrizione parteciperai alle lezioni presso la sede della Sezione AIA che hai scelto. Durante le lezioni ti verranno spiegate tutte le 17 regole del Gioco del Calcio attraverso immagini e video di gare calcistiche che ti aiuteranno a capire facilmente non solo la regola ma anche le sue interpretazioni pratiche. Al termine del corso sosterrai un semplice esame finale. Dovrai provvedere a fornire un certificato medico agonistico (richiesto per qualsiasi tipo di sport) per poter iniziare a dirigere delle gare. Ora che sai come funziona non ti resta che metterti alla prova ed entrare in una Sezione AIA.

 

4) Giovanni Modesti – Quale è la differenza tra un arbitro uomo e un arbitro donna dal punto di vista della gestione di una partita?

Ciao Giovanni, gran bella domanda. Partiamo dal fatto che uomo e donna sono biologicamente e morfologicamente diversi: né migliore l’uno, né peggiore l’altra, semplicemente diversi e con attitudini naturali diverse. Ora, a prescindere che l’arbitro sia uomo o donna, gli obiettivi sono identici per entrambi: arbitrare bene al meglio delle loro possibilità. Il percorso per arrivare ad arbitrare bene è simile per entrambi ma non identico: la donna si dovrà allenare di più rispetto all’uomo ma alla fine, al traguardo di arbitrare bene, ci arrivano entrambi. Cosa cambia allora tra un arbitro uomo e una donna? In termini di precisione e bravura nulla direi (più mi impegno e meglio sto, tanto meglio arbitro). Quando un arbitro entra in campo, uomo o donna che sia, ha una concentrazione massimale e vuole fare bene. In termini di approccio emotivo delle sfumature di distinzione nello stile ci sono eccome: una donna in campo può sorride di più, può essere più serena o avere reazioni meno aggressive. Questo può agevolarla nel mantenere gli animi dei calciatori più tranquilli, evitare esasperazioni o magari disinnescare più facilmente un focolaio di tensione tra avversari. Infondo una donna è già abituata con i figli a dover gestire conflitti e incomprensioni; quindi, per questo ruolo è virtualmente perfetta. Grazie per la domanda.

 

5) Vicenzo Di Florio – Visto alcune decisioni arbitrali vi chiedo: il VAR è un optional?

Ciao Vincenzo, questa rubrica è come un invito aperto a tutti ad entrare a casa nostra e il clima che ci piacerebbe creare è di una piacevole conversazione per conoscere e conoscersi. Visto che sei interessato al funzionamento del VAR provo a farti un esempio: se sei uno scultore e hai un blocco di marmo della dimensione di 1 mt x 1 mt ti sarà impossibile, con quel blocco, creare una statua della grandezza di 10 mt x 20 mt. Così vale anche per il protocollo VAR: non si può applicare su tutto.

   “1. PRINCIPI

L’utilizzo dei VAR in gare di calcio è vincolato a una  serie di principi, che devono essere applicati in ogni gara in cui è previsto l’utilizzo dei VAR. Un VAR è un ufficiale di gara, con accesso indipendente ai filmati della gara, che può assistere l’arbitro soltanto in caso  di “chiaro ed evidente errore” o “grave episodio non  visto” in relazione a:

a. rete segnata / non segnata

b. calcio di rigore / non calcio di rigore

c. espulsione diretta (non seconda ammonizione)

d. scambio d’identità”

Questo virgolettato è estratto dal Regolamento del Gioco del Calcio, contenente il protocollo VAR dalla pagina 153. Lo puoi consultare e scaricare liberamente dal nostro sito. A presto.

 

6) Gabriele Bellanti – Cosa vi ha portato a puntare sulla Ferrieri Caputi invece che sulla Marotta?

Ciao Gabriele, il progetto di valorizzazione delle nostre associate, di cui mi occupo direttamente col sostegno di tutta l’Associazione, nasce per l’esigenza di colmare un gap con gli uomini arbitro e un ritardo evidente con le donne arbitro delle altre Federazioni, dove si è investito di più. Detto questo oggi l’AIA punta anche sulle donne (al pari degli uomini) e non su alcune di esse. Infatti, il nostro progetto di valorizzazione riguarda tutta la compagine femminile, dalle internazionali a quelle dell’ultimo Corso Arbitri, sotto diversi aspetti: atletico, tecnico, tattico, psicologico e non da ultimo della comunicazione. Stiamo fornendo loro gli strumenti per “giocarsela alla pari” coi loro colleghi uomini e con le colleghe straniere, ma ricordati una cosa: un arbitro in campo è solo… solo con la sua bravura.

 

7) Luca Santonoce – Quante sono le donne arbitro in Italia?

Ciao Luca, la nostra associazione conta 27.759 iscritti in tutta Italia, di cui 1677 sono donne, quindi un 6% circa. Non è moltissimo in termini numerici ma la buona notizia è che le nostre ragazze ricoprono ogni incarico all’interno del nostro Organigramma. Quindi non solo donne arbitri sul campo ma anche donne dirigenti. Se hai qualche amica in gamba e intraprendente portala in una Sezione AIA.

 

8) Federica Carli – Quanto dura un corso per diventare arbitri?

Ciao Federica, in genere la durata di un Corso Arbitri dipende dall’organizzazione interna della Sezione a cui ci si iscrive e può variare da 2 settimane fino a 1 mese. Nel caso però tu sia già una calciatrice iscritta ad una società calcistica, grazie al doppio tesseramento puoi continuare a giocare e diventare anche arbitro: in questo caso, grazie alla tua esperienza sul campo, il corso Arbitri per te durerebbe solo 8 ore di formazione. Le lezioni (della durata di circa un’ora) si tengono presso la Sezione AIA scelta e vertono sulla spiegazione delle 17 regole del Gioco del Calcio. Al termine del corso si sostiene un semplice esame finale e a quel punto si è ufficialmente un arbitro di calcio e si può iniziare ad arbitrare e a divertirsi, guadagnando anche. 

 

9) Stefano Rellini – Pensate che il pubblico che vi guarda sia incompetente o volete prenderlo per i fondelli?

Ciao Stefano, questa rubrica nasce con l’intento di avere un dialogo costruttivo e rispettoso tra chi è curioso di sapere “come funziona” qualcosa di specifico e gli “addetti ai lavori AIA”, cioè con chi questa Associazione la vive dall’interno da parecchi anni, con grande passione e conoscenza approfondita. Proviamo a ricominciare. Conoscere il regolamento non è come accendere l’auto: giri la chiave e l’auto si avvia. È un po' più complesso perché presuppone:

- Una conoscenza approfondita non solo della regola ma anche delle motivazioni che l’hanno creata e aggiornata negli anni;

- Un’esperienza pratica del “come si arbitra” cioè di come quella regola va applicata in un contesto dinamico dove ciò che vede l’arbitro dipende dal punto in cui si trova a dover valutare, che è diverso da ciò che vede un calciatore o uno spettatore;

- L’abilità a prendere tantissime decisioni a tempo zero in situazioni di stress;

- La capacità di mantenere il controllo in un contesto dove si è soli e dove ogni decisione assunta, seppur oggettivamente corretta, viene contestata da più persone.

Sul nostro sito, nell’area “download”, troverai il Regolamento del Gioco del Calcio che puoi consultare e scaricare liberamente: investi un po' della tua passione calcistica per approfondire le tue conoscenze e provare ad arbitrare con un fischietto in mano, poi facci sapere come ti sei trovato. Se ti sarà piaciuto contattaci e vieni ad arbitrare con noi. A presto.

 

10) Filippo Santacroce – Prima o poi una donna arbitro dirigerà una gara di Serie A maschile?

Ciao Filippo, arbitrare in Serie A è un obiettivo altissimo ed è un percorso che richiede impegno, competenza e una determinazione fuori dal comune. Il percorso per arrivarci è la cosa più sublime, la Serie A è la ciliegia sulla torta. Noi stiamo lavorando per permettere alle nostre ragazze di essere “pronte” per la Serie A in tempi congrui. Quelle con maggior esperienza hanno dimostrato che possono far bene sui campi di Serie B con grande naturalezza e competenza e l’accoglienza da parte delle società professionistiche ha sottolineato che la preparazione batte il pregiudizio 10-0. Le porte della Serie A sono vicine… e noi stiamo arrivando.

 

11) Giulia Divini – Quanti chilometri corre una donna arbitro in una partita normale?

Ciao Giulia, considera che ogni gara è diversa dall’altra e quindi l’impegno atletico richiesto può variare, solo per fare alcuni esempi, a seconda della preparazione atletica dell’arbitro (chi è più allenata corre di più) o a seconda dell’intensità di gioco delle squadre (più la gara è impegnativa e con ritmi intensi e maggiore potrà essere l’impegno atletico richiesto). E poi dipende anche dagli obiettivi: più si mira in alto e maggiore dovrà essere la preparazione, non solo del quanto si corre ma anche nel sapere dove correre. Detto ciò, una media approssimativa potrebbe essere circa di 8-9km. Ricordati che l’arbitro (uomo o donna che sia) deve diventare un atleta nel breve periodo e un super atleta nel lungo periodo. Detta così sembra difficile invece è la naturale evoluzione del percorso di preparazione sotto la guida dei nostri istruttori. E ti assicuro che ci si riesce.

 

12) David Tallarico – Sono stato arbitro di calcio dal 1989 al 2023, feci richiesta di rientrare nell’Aia ni dissero che per un mese avevo superato i cinque anni dalle dimissioni. Perché non cancellare questa norma assurda?

Ciao David, la regola a cui fai riferimento non esiste più pertanto puoi fare domanda di reintegro alla tua Sezione AIA e tornare in squadra. A presto.

 

13)Giovanni Sabatini – Quali sono i consigli che lei da a una donna arbitro?

Ciao Giovanni, potrei dire banalmente che consiglio di allenarsi tanto, studiare molto il calcio e divertirsi...ma questo le nostre ragazze già lo fanno. Il fascino che ha questo ruolo, l’emozione che si prova a fischiare in un FOX, l’adrenalina che si prova nel fare un appello negli spogliatoi e l’orgoglio incredibile di prendere una decisione importante e corretta: tutto questo dà ampio ristoro all’impegno che si è chiamate a fare per arbitrare bene. Poi ovvio ci sono gli errori o anche solo dei periodi di difficoltà da affrontare. Bene, le nostre ragazze hanno sempre dimostrato una tenacia incredibile nel voler raggiungere i propri obiettivi, ma hanno vissuto spesso la loro attività arbitrale imbragate con un paracadute sempre aperto sulle spalle che rallentava la loro corsa verso la meta, anche per via dei pregiudizi a ogni latitudine. Questo può essere percepito a volte come un problema irrisolvibile ma non è così. Quindi, grazie alla tua domanda, ricordo a tutte le nostre associate, ma anche a chi non lo è ancora, che oggi sono loro a decidere dove vogliono arrivare: l’AIA punta sulle donne non in quanto tali ma in quanto persone con grandi capacità per svolgere ottimamente questo ruolo e oggi è il loro momento per farlo diventare una carriera. Siate tenaci e non spuntatevi le armi che avete mollando, perché oggi si fa la storia. 

 

14)Francesco Longo – Sono da poco diventato arbitro presso la Sezione di Lodi e sono quasi pronto a fare il debutto. Volevo chiederle che possibilità di sono di crescere nel mondo Aia. E soprattutto avendo 28 anni ho il tempo di scalere di categoria o l’età è un limite?

Ciao Francesco, l’unico limite può essere quello di credere di avere dei limiti. Da quest’anno, grazie alla possibilità di esordire nelle categorie superiori anche a campionato iniziato, le carriere si sono accorciate e chi è davvero bravo arriva prima. Inoltre, quando si parla di carriera ricordati che i ruoli in cui puoi trovare la tua strada non sono solo sul terreno di gioco ma anche come dirigente. Dai un’occhiata al nostro Organigramma e vedrai quante opportunità ci sono per chi ha voglia di fare divertendosi.

 

15) Antonio Leone – Sono un arbitro di calcio non federale ma ho tante gare nelle gambe, chiedo una cortesia posso avere un omaggio?

Ciao Antonio, puoi rivolgerti alla Sezione a te più vicina per avere un omaggio in ricordo dei vecchi tempi.

 

16) Maria Manfredi – Sono arbitro della sezione di Bologna e studio Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Come tesi di laurea sto lavorando alle etichette di genere femminile nel mondo del calcio. Maria Sole Ferreri Caputi ha chiesto di chiamarla arbitro e non arbitra. Volevo sapere il vostro pensiero in merito. Vorrei sapere come raggiungere altre colleghe per porre la stessa domanda e arricchire la ricerca (manfrigenio98chiocciolagmail.com).

Ciao Maria, arbitra, sindaca… il problema non è tanto la vocale di genere quanto piuttosto l’uso denigratorio che ne viene fatto. Noi crediamo fortemente nel valore delle persone, uomini o donne che siano, l’impegno e la soddisfazione hanno lo stesso valore per chiunque, un sorriso o una lacrima idem. I pregiudizi ormai nel calcio sono diventati démodé e ce lo hanno dimostrato le stesse società professionistiche con gli esordi delle nostre ragazze in Serie B: vogliono l’arbitro bravo, il resto è polvere. Per la tesi invia una richiesta alla nostra Segreteria oppure chiedi un parere anche alle associate più giovani della Sezione per avere anche il loro pensiero.

 

17) Alessandro Montini – Come si sta evolvendo il movimento arbitrale femminile italiano?

Ciao Alessandro, siamo in palese ritardo rispetto alle nostre colleghe straniere ed è per questo che abbiamo pensato ad un progetto dedicato a tutte le nostre ragazze: obiettivo? Arrivare alla migliore preparazione nel minor tempo possibile. Quindi:

- abbiamo creato uno staff per una formazione mirata sotto ogni aspetto;

- abbiamo una Coordinatrice che segue le nostre ragazze internazionali nelle gare FIFA e UEFA;

- abbiamo ottenuto un 5°posto UEFA (negli anni passati erano 4) per dare una possibilità in più alle nostre associate di fare esperienza internazionale;

- abbiamo iniziato a studiare il calcio anche dal punto di vista della tattica calcistica per riuscire a leggere più velocemente le situazioni di gioco;

- abbiamo condiviso il progetto con tutte le regioni per iniziare, anche sulle ragazze più giovani, un percorso virtuoso;

- abbiamo dato la possibilità a tutti (uomini e donne) di poter esordire nella categoria superiore al fine di accelerare le loro carriere;

- abbiamo fatto partecipare le ragazze nazionali al raduno CAN perché apprendessero come lavorano i migliori d’Italia;

- abbiamo dedicato loro uno staff di preparatori che le segue, anche da remoto, negli allenamenti e in gara;

- abbiamo formato Di Monte, Marotta e Ferrieri Caputi all’uso del VAR;

- abbiamo 2 Presidenti Regionali donne in due grandi regioni come l’Emilia-Romagna e la Sicilia per creare un nuovo modo di fare squadra.

E questo Alessandro è solo l’inizio...

 

18) Luigi Manna – Sono un ex arbitro che per motivi di lavoro ha lasciato, vorrei sapere come posso fare per tornare in campo visto che ho tanta voglia di tornare e non ho 37 anni.

Ciao Luigi, se hai dato le dimissioni per rientrare dovrai presentare una domanda di reintegro alla tua Sezione AIA la quale valuterà la tua richiesta e ti risponderà in tempi brevi. A presto.

 

19) Biagio Marasciulo – Desidero poter avere un dialogo diretto con i massimi dirigenti della mia Associazione. Parla con noi è un ottimo modo per imboccare una nuova strada!

Ciao Biagio, se dialogare vuol dire conoscersi beh noi vogliamo far sapere chi siamo e vogliamo conoscere chi ci sta intorno. Questa rubrica, che prevede domande e risposte in un clima disteso e curioso, è decisamente un buon inizio non solo per presentarsi ma anche per sedersi virtualmente ad un tavolo con un buon vino davanti e fare due chiacchiere costruttive. Di arbitraggio naturalmente. 

 

20) Giuseppe Catanzariti – Scrivo in merito a un procedimento attuato nei miei confronti in quanto assente in Sezione per diverso periodo. Vorrei sapere a che indirizzo inviare richieste di delucidazioni.

Ciao Giuseppe, puoi chiedere chiarimenti direttamente alla tua Sezione.

 

21) Fabrizio Fattori – Carissima Katia mi ha fatto tantissimo piacere rivederti in occasione della serata al cinema Italia a Macerata e riguardo all’evento “Overtime”. Grazie per averni fatto conoscere il Presidente Trentalange e il Vice Presidente Baglioni. Chiedo a te a all’AIA di non lasciare soli i nostri ragazzi nei campi o nei palazzetti aiutiamoli e non bacchettiamoli. Quando sbagliano vanno aiutati a migliorare e non rimproverati! Fine!

Ciao Fabrizio, divertiamoci di più e arrabbiamoci di meno. La violenza, anche quella sugli arbitri, è un problema di tutta la nostra società. Nonostante i casi siano diminuiti, mai come in questo momento le istituzioni e tutte le componenti calcistiche hanno fatto quadrato attorno al problema per trovare soluzioni concrete. Il nostro hashtag #rossoachitocca nasce da una proposta di Legge presentata in Parlamento lo scorso 15 dicembre, su iniziativa dell’AIA, contro gli episodi di violenza sugli arbitri. Quindi repressione ma anche cultura: facciamo conoscere la figura dell’arbitro per quello che è e non per ciò che si pensa e spieghiamo il regolamento a chi vuole conoscerlo. I nostri ragazzi non si tirano indietro dopo una violenza ma vogliono tornare in campo: questo è il messaggio più forte che si possa dare a tutti.

 

22) Gabriele Bellanti – Perché la Di Monte è scesa di categoria per dirigere la gara in foto? È possibile?

Ciao Gabriele, all’interno del nostro organigramma esiste la Commissione CAN A e B che si occupa della designazione degli arbitri e assistenti Arbitrali per le gare di Serie A e B. Ne consegue che tutto l’Organico arbitrale (non solo Francesca Di Monte) può essere impiegato in entrambe le competizioni. Inoltre, e questa è la novità, sono previsti gli esordi nelle categorie superiori per arbitri e assistenti che hanno un percorso tecnico virtuoso: ad esempio Maria Marotta e Maria Sole Ferrieri Caputi hanno esordito entrambe in gare di Serie B pur essendo inquadrate in organico di Serie C. E per finire, poiché abbiamo gli organici ridotti all’osso nelle categorie regionali e provinciali (anche a causa pandemia), i nostri arbitri nazionali sono stati impiegati anche in gare di campionati della LND per contribuire alla regolarità dei degli stessi. Mixare i campionati per un arbitro non è una deminutio ma un’opportunità per lavorare più approfonditamente sui dettagli. Da noi i dettagli fanno la differenza. Spero di aver risposto alla tua domanda.  

 

 

23) Walter Vegna – Anche quest’anno siete riusciti a rovinare il Campionato.

Ciao Walter non avendo posto domande ritengo tu non sia interessato ad approfondire con serenità alcun argomento. 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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