Passione, resilienza e vita sezionale, Paterna trasmette stimoli e motivazione

Passione, resilienza e vita sezionale, Paterna trasmette stimoli e motivazione

Sezione di Paola

Era entrato nell’Associazione nel 2006, per acquisire la tessera ed entrare gratuitamente negli stadi. Ma partita dopo partita si è generata in lui una travolgente passione: appena recepiva che l’arbitraggio è anche formazione umana e associazionismo, ha trovato in sé immense motivazioni, iniziando quell’escalation che in 15 anni lo ha portato all’esordio in Serie A, Crotone – Sampdoria, datato 21 aprile 2021.

Daniele Paterna, 34 anni, dalle sue esperienze ha iniziato la riunione con gli associati di Paola, svolta la sera del 21 marzo presso il Complesso polifunzionale del Sant’Agostino e programmata per sorteggio dal Comitato Nazionale dell’AIA, nell’ambito didattico delle visite degli arbitri della massima serie nelle sezioni. Presente il Presidente regionale Franco Longo, associato paolano.    

Una volta accolto dal Presidente sezionale Marco Maiorano e accennata la spinta motivazionale avuta agli albori della carriera, il fischietto della Commissione Arbitri Nazionale ha iniziato una lezione mirata a trasmettere ai giovani associati gli stessi stimoli che hanno contraddistinto il suo percorso.

“Consapevolezza dei propri mezzi, lavoro duro e costante, serenità familiare ed essere sempre se stessi”, secondo Daniele devono essere le fondamenta per un arbitro ambizioso, insieme al “pensare positivo” e a tre punti cardini: sacrificio, passione e sofferenza.

“Senza sacrifici non si va da nessuna parte. Bisogna seguire un’alimentazione corretta, allenarsi con costanza e dormire bene, senza fare tardi la sera, soprattutto il giorno antecedente la gara”.

Il direttore di gara della CAN ha proseguito citando la passione, con il gradito richiamo ai tempi del pre pandemia: “La vita sezionale deve tornare a essere alla base della crescita di un arbitro. Inevitabilmente il COVID ha allentato i rapporti, ma adesso bisogna guardare avanti e tornare a confrontarci in presenza, ad affiatarci, a vivere in pieno il nostro associazionismo. In Sezione cresce la passione, che ci fa maturare sotto tutti gli aspetti, come riuscire a fare un bel discorso a una platea mettendo al bando ogni forma di timidezza”.

Ultimo punto, la sofferenza, dinanzi la quale bisognerebbe essere soltanto resilienti: “Le cose potrebbero andare male, con il mondo che sembra caderci addosso. Ma mai abbattersi, piuttosto sopportare gli errori e imparare da essi per rialzarsi e ripartire più forti di prima”, la chiosa di Daniele Paterna, che nel finale della riunione si è messo a disposizione dei giovani associati, rispondendo alle loro domande ed esaudendo ogni curiosità. A seguire, per l’apprezzamento della platea, si è messo lui a fare domande agli associati, in particolare ai neofiti, compresi quelli che si apprestano a fare l’esordio assoluto, certamente più carichi dopo questa serata in cui un arbitro di Serie A ha trasmesso loro stimoli e tanta motivazione.

L’ospite, della Sezione di Teramo, ha concluso illustrando altre due ‘regole’ per far bene: ‘non mollare mai’ la numero 1, ‘non dimenticare mai la numero 1’ la seconda!

Prima dell’usuale scambio di omaggi il Presidente Marco Maiorano ha concluso con i ringraziamenti di rito e risaltato l’importanza di questo tipo di incontri per la formazione degli arbitri: “Il progetto che vede protagonisti, nelle Sezioni, gli arbitri della CAN rappresenta un momento formativo per tutti, perché trasporta nelle realtà locali le emozioni che si provano a livelli importanti. Inoltre, il confronto ci aiuta a far capire come, a qualsiasi livello, gli stati d’animo dei direttori di gara coincidano e, grazie a questa equiparazione, anche coloro che hanno poco esperienza si sentono confortati dal racconto dei loro colleghi più esperti”, ha concluso Maiorano.   

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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