Pierfrancesco Salvetti ricorda Alberto Michelotti: "Fare l’arbitro è stato per lui un grande amore"

Pierfrancesco Salvetti ricorda Alberto Michelotti:

“Alberto Michelotti aveva un rapporto speciale con i calciatori. Ricordate la storia con Rivera?“. Pierfrancesco Salvetti ha conosciuto l’arbitro di Parma grazie all’amicizia che legava Michelotti a suo padre, Ferruccio. Scomparso nel gennaio del 2014. E al quale è intitolato un Premio importante. Ripartiamo da Rivera.

“Il campione del Milan – ricorda Salvetti - si scagliò duramente contro Michelotti dopo l’assegnazione di un rigore che nel 1973 a Cagliari fermò la corsa scudetto della squadra rossonera. Rivera subì una dura squalifica e per un lungo periodo evitò di parlare con il direttore di gara di Pama. Fu Paron Rocco, durante un incontro casuale a obbligarli a chiudere questa loro guerra. Due campioni come voi devono parlarsi disse Rocco. E fu ascoltato. Da allora Alberto e Rivera hanno avuto sempre un ottimo rapporto.”. Un altro episodio. Da Rivera, a Platini. “Alberto è sempre stato orgoglioso di aver diretto l’addio al calcio di Michel. Anche quando aveva chiuso l’attività era sempre disponibile a dirigere gare di vecchie glorie. Fare l’arbitro è stato per lui un grande amore”.

La voce di Salvetti si abbassa di qualche tono nel raccontare il fischietto di Parma. Ricordi ed emozioni si mescolano in un cocktail speciale. “Alberto non ha avuto un’infanzia facile. Il suo sogno era quello di suonare uno strumento. Ma la sua storia familiare lo penalizzò in questo percorso. Così si ritrovò a lavorare in un’officina. Riparava i camion da trasporto. Tanta fatica per mettere a posto i motori poi, la gioia di fare sport, di arbitrare”.

Michelotti è stato protagonista in tante sfide internazionali. “Alberto – racconta Salvetti - amava andare ad arbitrare all’estero anche se non conosceva le lingue. Era solito dire che aveva fatto la quarta con il bidello. Però in campo si faceva rispettare usando come lingua il parmigiano. I calciatori capivano perfettamente i suoi ordini proposti in dialetto stretto. Lui non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno. Mi ha più volte raccontato quando in una gara di Coppa Uefa annullò un gol a un attaccante tedesco. E quando lui si avvicinò minaccioso per lamentarsi lo spostò usando le sue manone. Poco tempo dopo Michelotti ritrovò quel giocatore in una partita della Nazionale e lui gli disse che dopo quella spinta “sto continuando a girare”. E nel raccontare questa storia rideva”.

Altri episodi. Da ascoltare a bocca aperta. “Alberto – ricorda Salvetti - nel dicembre del 1972 arbitra Roma-Inter. A sessanta secondi dalla fine Morini interviene su Mazzola e l’arbitro assegna il rigore. Qualcuno tentò addirittura di invadere il campo per passare alle vie di fatto contro il direttore di gara. Per tornare a Parma Michelotti fece la strada che costeggiava gli Appennini. Non poteva prendere l’autostrada perché alcuni tifosi della Roma lo stavano aspettando al casello”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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