Presentato l'addetto stampa dell'Associazione Italiana Arbitri

Presentato l'addetto stampa dell'Associazione Italiana Arbitri

Per la prima volta nella propria storia, l’Associazione Italiana Arbitri ha un addetto stampa. Un ruolo che è stato affidato a Luca Calamai, già vice direttore della Gazzetta dello Sport e firma nota del giornalismo sportivo. La scelta di istituire la figura dell’addetto stampa, che curerà i rapporti con gli organi di informazione, rientra all’interno del percorso avviato dall’AIA legato alla comunicazione e all’apertura verso il mondo dei media. Di seguito la sua presentazione:

E’ con orgoglio e curiosità che inizio il mio percorso all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri. Un mondo che nella mia vita alla Gazzetta dello Sport, prima da redattore semplice poi da vice direttore, ho seguito con attenzione. Devo dire che ho sempre trovato strano la scelta della classe arbitrale di vivere come dentro una campana di vetro. O, a volte, addirittura un fortino. Guardati o assediati. Costretti ad accettare quasi sempre in silenzio le critiche di chi, a volte, ignora anche il regolamento. Eppure quando ho avuto il piacere di confrontarmi con alcuni direttori di gara, in maniera informale naturalmente, ho sempre trovato persone felici di confrontarsi e di raccontare il loro percorso. Mai come per gli arbitri l’apparenza e l’immaginario collettivo sono lontani anni luce dalla realtà.

Capite bene che quando ho incontrato il presidente Alfredo Trentalange e lui mi ha trasmesso il desiderio di questo gruppo dirigenziale di aprirsi alla comunicazione ho visto l’occasione per partecipare a un passaggio storico. Non sarà una rivoluzione semplice. Ma la strada è segnata. Io insieme all’ottimo gruppo di lavoro giornalistico che già opera all’interno dell’Aia cercheremo di accompagnarvi in questo percorso. Passo dopo passo. Scoperta dopo scoperta. Sfida dopo sfida. Vi chiederemo aiuto per le tante battaglie che il presidente Trentalange ha già iniziato. Quella contro la violenza non è un’idea ma un obbligo morale. Ci piace immaginare una crescita culturale che accompagni il cammino dei futuri arbitri e di chi li guarda. E con il doppio tesseramento sarà divertente raccontare che un giovane o una giovane potranno indossare nel giro di due giorni due maglie, quella da calcio e quella da arbitro, avendo un obiettivo simile: divertirsi nel rispetto delle regole. Il nuovo modo di comunicare dell’Associazione si svilupperà anche sui social. Vogliamo raccontare il nostro mondo con coraggio e con un pizzico di spensieratezza. Proprio come fanno i giovani di oggi.

P.s. Quando ho scelto di affrontare la mia nuova avventura ho pensato spesso al mio primo maestro di giornalismo Mario Pennacchia. Lui mi ha insegnato ad affrontare con rigore il nostro mestiere. Per me è sempre stato un riferimento prezioso. E visto che lui è stato anche direttore della nostra rivista mi fa piacere pensare che sarebbe stato felice della mia scelta”.

Per contatti: l.calamai@figc.it

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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