Prevenzione, posizionamento e credibilità: gli arbitri di calcio a cinque imparano dalla CAN 5

Prevenzione, posizionamento e credibilità: gli arbitri di calcio a cinque imparano dalla CAN 5

Sezione di Milano e CRA Lombardia

Si è tenuto a Milano un evento dedicato all’arbitraggio del calcio a cinque, organizzato dalla Sezione di Milano in collaborazione con il Comitato Regionale Arbitri della Lombardia e la CAN 5, la Commissione Arbitri Nazionale di Calcio a 5. L’evento ha visto la presenza di numerosi ospiti illustri, tra cui il Responsabile della CAN 5 Franco Falvo, i Componenti Antonio Mazza e Alessandro Barbuto nonchè i Responsabili degli arbitri del Futsal regionale Onofrio Murgida e Federico Rizzo.

L’evento si è aperto con i saluti e i ringraziamenti di Edoardo Brunetti, Vicepresidente della Sezione di Milano, che ha sottolineato l’importanza e il prestigio di ospitare un evento di tale livello, grazie al grande lavoro fatto della Sezione che ha deciso di investire sul calcio a cinque.

A seguire, è intervenuto Francesco Aufieri, il Delegato della Sezione di Milano per il Futsal, che ha manifestato la sua soddisfazione per la presenza di gran parte della Commissione Nazionale, a testimonianza del riconoscimento del valore e della professionalità degli arbitri milanesi. Aufieri ha anche ricordato che il calcio a cinque è una disciplina in continua crescita e che offre un’ulteriore e interessante opportunità agli arbitri.

L’evento è proseguito con l’intervento di Franco Falvo, Responsabile della CAN 5, che ha espresso la sua gratitudine a tutti i partecipanti e si è complimentato con la Sezione di Milano e il CRA Lombardia per la volontà e la disponibilità a fare un lavoro in sinergia con la Commissione Nazionale, sottolineando come tutte le Commissioni siano legate tra loro dai medesimi obbiettivi.

È stato Barbuto ad introdurre uno degli argomenti principali della Riunione Tecnica, ovvero la Prevenzione nel Futsal, nonché l’insieme delle strategie e delle tecniche che gli arbitri possono usare per evitare o ridurre le situazioni conflittuali e le proteste dei calciatori. Barbuto ha spiegato come la qualità del lavoro degli arbitri di calcio a cinque dipenda molto dalla loro posizione sul rettangolo di gioco, che deve essere adeguata al movimento della palla e dei giocatori. Questo permette agli arbitri di vedere meglio le azioni, di prevedere le possibili situazioni di conflitto e anticiparle, agendo con decisione e autorità. Per questo motivo avere una buona condizione atletica è fondamentale: è necessaria per essere al posto giusto nel momento giusto e per rimanere lucidi, fattore fondamentale mentre si prendono decisioni importanti. Inoltre, Falvo ha sottolineato l’importanza della signorilità nei richiami, che devono essere fatti in modo one to one, cioè in maniera diretta e personale, senza alzare la voce o usare gesti aggressivi.

Un altro aspetto che è stato trattato nella Riunione Tecnica è il ruolo del cronometrista, che è parte integrante del contesto della gara e che deve collaborare con gli arbitri per prendere le decisioni corrette, soprattutto in caso di perdite di tempo da parte dei calciatori.

L'ultimo relatore a intervenire è stato Antonio Mazza, che ha spiegato l'importanza dell'individuazione degli elementi di disturbo, ovvero di quei calciatori o dirigenti che cercano di influenzare negativamente l'arbitro con le loro proteste, le loro pressioni o le loro provocazioni. L’ospite ha spiegato che, se l'arbitro fallisce in questa individuazione, ha già fallito la sua prestazione perché perde il controllo della gara e la sua credibilità. Per questo, ha consigliato agli arbitri di usare il contatto visivo, la psicologia e la gestualità per stabilire un rapporto di rispetto e di fiducia con le parti e per allontanare o sanzionare gli elementi di disturbo. Mazza ha anche sottolineato che le gare di calcio a cinque, oltre a essere dirette, vanno anche lette, cioè, interpretate in base al contesto, al risultato, al tempo e alle intenzioni dei calciatori. Ha poi evidenziato che la credibilità dell'arbitro si ottiene anche quando si presidia la linea di porta, cioè quando si è in grado di valutare correttamente le situazioni di gol o di fuorigioco. L’ospite ha terminato il suo intervento invitando gli arbitri ad essere efficaci, decisi ed empatici, cioè a saper comunicare con i calciatori e a capire le loro emozioni.

L’incontro si è concluso con un dibattito tra i relatori e i partecipanti, che hanno potuto porre domande e chiarire i loro dubbi. L’evento è stato un’occasione di formazione e di confronto per gli arbitri di calcio a cinque, che hanno potuto apprendere dai consigli e dalle esperienze dei Componenti della CAN 5, una Commissione che si occupa con passione e competenza di una disciplina affascinante e sfidante.

 

Foto di Andrea Lufi

 

                                                                                            

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(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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