Raduno Precampionato CAN D, Pizzi: “Tra gli obiettivi essere uno step avanti e sapere comunicare in modo chiaro"

Raduno Precampionato CAN D, Pizzi: “Tra gli obiettivi essere uno step avanti e sapere comunicare in modo chiaro

CAN D

Altra giornata di test atletici a Sportilia: sul prato dello stadio Gabetto i 108 arbitri del terzo turno convocati per il raduno Precampionato della CAN D hanno sostenuto l’SDS. A supervisionare fin qui la parte fisica, di prove e allenamenti, i medici Claudia Scalise, Fabio Lucchese e Rosario Sciuto e i fisioterapisti Giuseppe De Iasio e Valentino Zagheno.

“L’arbitro che coglie in anticipo le dinamiche saprà anche prevenire gli eventi. Uno dei nostri obiettivi è quello di essere sempre uno step avanti – così il Responsabile della CAN D Alessandro Pizzi al rientro in aula -. Attraverso le nostre azioni noi comunichiamo, sia a chi è in campo, sia a chi vi guarda da fuori. Quando quindi i messaggi sono chiari e diretti si vede tutta la sensibilità che avete nei confronti delle dinamiche di gioco”.

A seguire, l’intervento di Luca Gaggero, Responsabile della CON Dil, accompagnato dai Coordinatori Riccardo Camiciottoli e Dino Tommasi: “Nella Commissione CAN D ci sono i vostri allenatori, nella CON DIl i vostri valutatori. Concorriamo insieme alla vostra formazione e valutazione – ha spiegato Gaggero -. Gli osservatori non valutano voi e il vostro percorso, ma la vostra singola prestazione nella determinata gara. Nell’analisi di una prestazione terremo in considerazione la padronanza tecnica, l’intelligenza arbitrale e l’equilibrio disciplinare. La CON Dil ha l’obiettivo di essere chiara nelle valutazioni e semplice nelle spiegazioni”.

Alcune situazioni di management della gara sono state analizzate da Stefano Braschi, Coordinatore degli Scambi Regionali: “L’arbitraggio è anche confronto con i calciatori. Le partite sono fatte di momenti, dove si può uscire bene o meno bene: questo fa la differenza in una prestazione. E insieme la personalità e la capacità del singolo di saper leggere al meglio ciò che il calcio chiede”.

Il teamwork tra arbitro e assistenti è stato trattato dai Componenti Andrea Crispo e Daniele Martinelli: “Raggiungiamo il nostro obiettivo quando ogni singolo componente della squadra riesce ad essere credibile riducendo il margine di errore”, ha spiegato quest’ultimo.

Si è conclusa poi l’attività sui filmati dei videotest: “Il lavoro di debriefing sulle ventiquattro clip serve per darvi dei criteri valutati uniformi da utilizzare poi in campo – ha ribadito a più riprese il Responsabile del Settore Tecnico Matteo Trefoloni -.  Il Calcio è cambiato ormai da anni. Dimenticate gli episodi in quanto tali, e fate vostri invece i criteri che vengono applicati. Quello che rafforza la vostra prestazione sono le scelte che fate”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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