Renato Faverani: “L’Erasmus arbitrale è una grande possibilità per i giovani associati”

Renato Faverani: “L’Erasmus arbitrale è una grande possibilità per i giovani associati”

Sezione di Novara

Nella serata di lunedì 16 ottobre presso i locali della Sezione di Novara, ospite della terza Riunione Tecnica Obbligatoria stagionale è stato Renato Faverani.

Ex assistente internazionale con alle spalle una carriera di tutto vanto, ha al suo attivo anche la direzione della finale della Coppa del Mondo del 2014 giocata in Brasile, nonché la finale di Champions League del 2013 a Wembley, oltre ad una carriera dirigenziale come Componente della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C e Vice-Responsabile del Settore Tecnico.  

Si tratta però di una prima storica per Renato, che non si è mai trovato in una delle 206 sezioni italiane a tenere una Riunione Tecnica in veste di Componente della nuova Commissione per l’Erasmus Arbitrale ed i Rapporti Internazionali. Faverani ha esordito presentando il progetto ed il lavoro svolto dalla Commissione, con il Responsabile Christian Bellè ed il supporto costante di Antonio Zappi nonché di tutto il Comitato Nazionale.

Dopo la visione di un interessante filmato del Torneo Ibercup, tenutosi la scorsa estate in Portogallo, al quale aveva partecipato anche un associato novarese, si è passati alla parte più tecnica ed organizzativa del progetto e quindi all’illustrazione di quelli che saranno i criteri generici di selezione per poter prenderne parte, rimarcando la conoscenza della lingua inglese. 

Una novità assoluta che non riguarda solo gli arbitri, ma anche gli osservatori, che potranno essere chiamati in qualità di accompagnatori/formatori. “In Italia abbiamo uno dei migliori sistemi organizzativi e formativi di tutto il mondo, che in molti ci invidiano. Non è una cosa da poco poter vivere queste esperienze alla vostra età”, ha detto Renato rivolgendosi ai giovani fischietti presenti in platea.

La seconda parte della riunione ha riguardato due temi evidenziati anche nei debriefing in Portogallo, ossia il posizionamento e lo spostamento. Renato ha voluto concentrare il suo focus su quelli che sono i punti nevralgici del terreno di giuoco, ossia le aree di rigore e le loro zone limitrofe: “Quando il pallone si avvicina a queste zone, occorre prestare molta attenzione ed avere il “sano timore” che possa succedere qualcosa, perché esattamente qui si decidono le partite”. Sono quindi stati analizzati i posizionamenti relativi ai calci da fermo e alla barriera.

Al termine della riunione, molto apprezzata da tutti i presenti, il Presidente sezionale Andrea Riccardi ha voluto ringraziare Faverani per il tema trattato e per i messaggi trasmessi agli associati: “Ringrazio Renato perché questa sera ha trattato un tema che è alla base dell’arbitraggio, e la lettura dell’azione e la reattività molte volte fanno la differenza. Spero inoltre che il progetto di cui ha parlato possa essere un incentivo anche per chi vuole iniziare ad arbitrare, anche se già calciatore, grazie alla possibilità del doppio tesseramento”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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