“Resilienza per gestire i momenti di difficoltà”. Lezione dell’assistente CAN Matteo Bottegoni

“Resilienza per gestire i momenti di difficoltà”. Lezione dell’assistente CAN Matteo Bottegoni

Sezione di Lamezia Terme

“All’inizio è stato difficile metabolizzare il cambio da arbitro ad assistente, ma ho avuto la possibilità di cambiare ruolo senza apportare modifiche al mio obiettivo: arrivare lassù. I campioni sono tali perché hanno alle spalle delle sconfitte che li hanno fatti arrivare al livello in cui si trovano. Per l’arbitro è la stessa cosa”.

Questo il primo messaggio alla platea dell’assistente di Serie A Matteo Bottegoni, relatore della riunione tecnica del 18 gennaio della Sezione AIA di Lamezia Terme.

Dopo aver ricevuto il benvenuto dal Presidente di Sezione Gianfranco Pujia, Bottegoni ha preso la parola iniziando la sua lectio sulla gestione dell’aspetto mentale da parte di un arbitro.

L’arbitraggio è un percorso impegnativo che va intrapreso step by step. Tuttavia, ad un certo punto, si ci trova di fronte a un bivio: dover imparare a gestire le emozioni e canalizzarle per scendere in campo sereni.

“L’arbitro sereno è quello che sbaglia meno e che gestisce meglio la partita. Però, per essere tali, bisogna essere ben allenati, conoscere il regolamento e soprattutto mantenere un comportamento corretto”.

È necessario essere pronti a sfruttare al meglio ogni occasione che si presenta. È proprio questo il significato del bivio: “Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e altre che, invece, essendo resilienti, riescono a gestire le difficoltà e arrivare”.

Per fare bene in questo percorso si deve cercare il miglioramento continuo scomponendo il grande obiettivo in micro obiettivi raggiungibili come, ad esempio, i vari passaggi di categoria.

Proseguendo nel discorso, l’ospite ha tracciato il percorso da seguire per raggiungere il fine che ognuno di noi si è prefissato: studio del regolamento, preparazione atletica, migliorare la propria alimentazione, studio delle squadre e degli schemi, comunicazione verbale e para verbale, vedere tanto calcio, soprattutto delle categorie in cui si arbitra, e mantenere un comportamento integerrimo quanto più possibile.

Prima di congedarsi dalla platea, Matteo ha mostrato ai presenti un filmato sul senso della giustizia, in ricordo del compianto Stefano Farina, al termine del quale ha così concluso: “Siete arbitri perché alberga in voi il senso della giustizia, altrimenti non fareste gli arbitri".

In chiusura, il Presidente Pujia ha ringraziato Matteo a nome di tutta la Sezione per l’importante messaggio che ha lasciato alla platea: “È stato sicuramente un momento formativo, che aggiunge un tassello importante alla formazione tecnica e associativa di tutti noi presenti.”

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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