Stage Tecnico dell’area Centro di CAN D e CON Dil. I Responsabili Pizzi e Gaggero all’unisono: “Cerchiamo arbitri di qualità”

Stage Tecnico dell’area Centro di CAN D e CON Dil. I Responsabili Pizzi e Gaggero all’unisono: “Cerchiamo arbitri di qualità”

CAN D e CON Dil

Dopo Salerno e Milano oggi concludiamo il nostro raduno intermedio. Arriviamo a questo appuntamento con tanta determinazione perché tutto ciò che analizzeremo sarà una ‘match review’ delle prime dieci giornate di campionato. Compito di tutti, arbitri, assistenti e osservatori, è quello di capire cosa può essere migliorato per poi mantenere sempre alta la concentrazione da qui al termine della Stagione”. Con queste parole il Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale Serie D, Alessandro Pizzi, affiancato dal Responsabile della Commissione Osservatori Nazionale Dilettanti, Luca Gaggero, ha ufficialmente aperto al Grand Hotel Duca d'Este di Tivoli Terme (RM) lo Stage Tecnico dell’area Centro dell’organico della CAN D e della CON Dil.  

In realtà, una prima fase di lavori si era già tenuta in mattinata con una sessione atletica per gli arbitri e gli assistenti arbitrali, che hanno sostenuto rispettivamente il test SDS (“Single-Double-Single”) e l’Ariet (“Assistant Referee Intermittent Endurance Test”) al campo Ripoli di Tivoli sotto lo sguardo vigile del Responsabile Pizzi e dei Componenti Mario Cascone, Giuseppe D’Amelio, Giulio Dobosz, Massimiliano Lo Giudice, Daniele Martinelli, Oberdan Pantana, Alessandro Petrella, Simone Ponzalli e Massimiliano Rosi.

Nel frattempo, gli osservatori si sono ritrovati in aula per svolgere, sotto la guida del Responsabile Gaggero e dei Componenti Antonino Alesi, Gianluca Baciga, Donato Caldarulo, Valerio Caroleo, Luca Cavanna, Nazzareno Ceccarelli, Carmelo Ciccone, Massimo Costa, Giorgio Daprà, Lorenzo De Robertis, Alessandro Masini, Nicola Saia, Maurizio Sassu, Gianni Tagliani, Marco Visigalli, il ‘debriefing’ di una visionatura di una gara già analizzata individualmente nei giorni precedenti.  

Nel pomeriggio, invece, subito dopo lo svolgimento dei quiz tecnici e associativi, arbitri, assistenti e osservatori si sono riuniti in plenaria per una lezione sulla SPA (“Stop Promising Attack”) a cura del Settore Tecnico Arbitrale, rappresentato per l’occasione dal Vice Responsabile Gianluca Vuoto e dal Responsabile del Modulo Regolamento Vincenzo Meli.   

Le vostre Commissioni ci hanno chiesto di puntualizzare alcuni parametri per aiutarvi a valutare correttamente gli episodi di SPA, che a differenza della DOGSO – “Deny an Obvious Goal Scoring Opportunity” – non sono elencati nel Regolamento. Si tratta di orientamenti ormai consolidati grazie al lavoro degli organismi internazionali, come la FIFA e la UEFA”, ha spiegato Meli, prima di dare il via all’analisi di numerosi video di casistica tratti da gare nazionali e internazionali.

La possibilità degli attaccanti di giocare il pallone, cioè di essere in grado di raggiungerlo, controllarlo e giocarlo, è sicuramente il criterio fondamentale. A seguire, la direzione dell’azione, la posizione e il numero degli attaccanti e dei difendenti (dove, quanti, come) e la posizione dell’infrazione (distanza dalla porta), fermo restando che un attacco promettente può nascere anche nella propria “metà campo” e che non bisogna trascurare i “criteri pratici”, quali la velocità, lo spazio e le opzioni a disposizione dei calciatori.  

Vuoto, dal canto suo, ha ampliato il focus sullo spostamento e sul posizionamento: “La conoscenza del gioco non è sufficiente senza una buona conoscenza tattica. Conoscere il calcio presuppone capire dove posizionarsi in campo per leggere correttamente ciò che sta succedendo. Non dovete subire gli eventi ma prepararvi ad essi. Solo così riuscirete a cogliere il ‘frame’ giusto per decidere ed imparerete a privilegiare il ‘between’ rispetto alla ‘proximity’. Non sempre, infatti, essere vicini all’azione è la soluzione migliore”.  

In seguito, ha preso la parola il Responsabile della CON Dil, Gaggero, che ha posto l’accento sulla funzione primaria degli osservatori: la ricerca della qualità arbitrale: “La CON Dil ha il compito di supportare la CAN D nelle sue valutazioni e nelle sue scelte. Perciò gli osservatori devono essere in grado di cogliere la differenza tra una prestazione di qualità per la categoria superiore e quella positiva soltanto per la categoria della gara visionata”.

Un concetto ribadito con decisione anche da Pizzi: “Ricercare la qualità arbitrale significa andare a scovare coloro che hanno gli occhi da Serie C. Dobbiamo preparare arbitri e assistenti che ambiscano alla categoria superiore. L’arbitraggio è fatto di teste che lavorano sulle priorità e che, quando sbagliano, sono in grado di trovare la giusta chiave di lettura agli errori per non commetterli più”.  

Non poteva mancare, infine, un momento di riflessione sulla corretta valutazione degli assistenti arbitrali. Anche in quest’ultimo raduno, come già accaduto negli appuntamenti riservati alle aree Nord e Sud, sono state fornite agli osservatori le principali chiavi di lettura per valutare al meglio la prestazione degli stessi anche laddove la partita non dovesse offrire situazioni di fuorigioco particolarmente difficili. Prezioso, in tal senso, è stato il contributo del Componente della CAN D, Dobosz, che con l’ausilio di una breve presentazione e di alcuni filmati si è intrattenuto a lungo con gli osservatori sull’argomento.      

 

In copertina, Gaggero (a sinistra) e Pizzi (a destra).

In gallery:

1-2: Foto di gruppo dei Componenti della CAN D e della CON Dil presenti;

3: Arbitri e osservatori in aula;

4: Dobosz si rivolge alla platea;

5: Lo svolgimento dei quiz tecnici e associativi;

6-7: L’intervento del Settore Tecnico Arbitrale con Meli e Vuoto. 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
I nostri sponsor

Partner solidale

Copyrights © 2021-2024 Tutti i diritti riservati
Associazione Italiana Arbitri