Un campo sportivo dedicato a Erminio Piemonte, storico arbitro internazionale

Un campo sportivo dedicato a Erminio Piemonte, storico arbitro internazionale

Sezione di Gradisca d’Isonzo

Sabato 14 ottobre si è tenuta la cerimonia d’intitolazione degli impianti sportivi di base nel comune di Staranzano alla figura di un arbitro, all’epoca in forza alla Sezione di Monfalcone - ora Sezione di Gradisca d’Isonzo - Medaglia d’oro per le sue benemerenze e vincitore del Premio Barassi come miglior direttore di gara dell’annata sportiva 1956-57: Erminio Piemonte. Fu un fischietto così valido che, nei suoi primi cinque anni di attività, le squadre chiedevano spesso al Presidente della Lega regionale giuliana di fargli dirigere le loro partite.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Consigliere della Sezione di Gradisca d’Isonzo Giovanni Petronio, dei parenti più stretti, delle autorità comunali e regionali tra cui il Sindaco di Staranzano Roccardo Marchesan, che ha sottolineato quanto questo impianto sia significativo per tutta la comunità e non solo. Era presente anche il Presidente della locale squadra di Amatori, Michelle Medeot.

Il Presidente della Sezione di Gradisca d’Isonzo Roberto Semolic: "Piemonte è stato un grande arbitro e un simbolo per il nostro movimento, lascerà per sempre un ricordo prezioso. L'intitolazione di questo campo è di grande importanza per tutti noi arbitri".

“È stato un ottimo padre e un buon marito - queste le parole della figlia Pierina - oltre ad esser stato un grande arbitro. Ha giocato due anni a pallacanestro, prima di scegliere di intraprendere l’arbitraggio. Oltre al raggiungimento di grandi traguardi, mio padre ha fatto qualcosa sia per lo sport nazionale che per quello territoriale. Sono molto contenta ed emozionata per quest’iniziativa: aiuterà di certo i giovani ad avvicinarsi al mondo dello sport”.

Originario di Fiumicello, all’età di 24 anni entrò a far parte dell'allora Sezione di Monfalcone dopo essersi trasferito a Staranzano, dove si sposò ed ebbe tre figli. Dopo soli 5 anni, nel 1941, fu costretto ad abbandonare i campi di gioco per partecipare come caporale maggiore di fanteria alla Seconda guerra mondiale in Croazia. Finito il conflitto, però, è rinata presto la passione di scendere in campo.

Nel 1947, dopo aver superato un esame pratico-teorico, venne infatti ammesso ad arbitrare gli incontri di Serie C, e cavalcò la sua indimenticabile Lambretta per raggiungere i campi di calcio di tutto il Nord Italia. Esordì in Serie B il 9 ottobre 1949,  dirigendo Fanfulla-Catania del 5º turno di Campionato. Debuttò invece in Serie A nella stagione successiva, il 10 giugno 1951, dirigendo il derby lombardo Pro Patria-Como.

Nella Stagione Sportiva 1952-53 fu chiamato a dirigere la gara Milan-Sampdoria, davanti a più di 40.000 persone. Proprio in quest’occasione, il fiduciario della Federazione Arbitri Regionali si congratulò con Piemonte negli spogliatoi per la sua impeccabile prestazione. Nel 1955-1956, arbitrò entrambi i derby di Milano. Nella stagione successiva fischiò invece nel derby d’Italia tra Juventus e Inter e quello del Sole, tra Napoli e Roma, sia all'andata che al ritorno.

Inoltre, Piemonte riuscì a dirigere gare anche di livello internazionale, in Paesi come l’Ungheria o la Grecia, e chiuse la carriera arbitrale alla fine della stagione calcistica 1956-1957, arbitrando per l'ultima volta in Serie A il 5 maggio 1957 in Juventus-Palermo 6-4.

Morì all’età di 56 anni, a causa di uno sfortunato incidente stradale di rientro verso casa, proprio con quella Lambretta che lo portava lunedì a lavoro e domenica nei campi di tutt’Italia.

 

                                                                                 

 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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