Un like è per sempre: la sottile linea tra i social network e il Codice Etico dell'AIA

Un like è per sempre: la sottile linea tra i social network e il Codice Etico dell'AIA

Codice Etico da una parte, utilizzo dei social network dall’altra che si incontrano in un webinar durato quasi tre ore grazie alla straordinaria partecipazione delle associate (quasi 600 accreditate): tutte le colleghe del calcio a 11, del calcio a 5, del beach soccer appartenenti agli Organi Tecnici Nazionali, i Referenti Regionali della Rivista “L’Arbitro” ma anche, e per la prima volta, una corposa selezione di associate in Organico Regionale e Sezionale, distintesi per meriti associativi o tecnici, provenienti da tutta Italia. Collegata anche l’internazionale di futsal Chiara Perona impegnata nei Paesi Bassi per EURO2022.

Questo webinar, realizzato da Katia Senesi Componente del Comitato Nazionale dell’AIA all’interno del progetto dedicato alle associate, aveva come scopo quello di fornire “le istruzioni per l’uso” degli strumenti social in relazione ai valori sportivi ed etici che distinguono la nostra Associazione negli oltre 110 anni di storia.

I relatori invitati a trattare il tema della serata sono stati gli esperti delle due materie a disposizione dell’AIA: Federico Marchi, Direttore della Rivista, sito web e Responsabile della Commissione Comunicazione, e Rosario D’Onofrio, procuratore nazionale dell’AIA.

“Chi è qui stasera ha dimostrato di meritare di entrare a far parte di questa squadra, che ha intrapreso un percorso di crescita da marzo dello scorso anno. Essere arbitri è un privilegio ma che comporta anche delle responsabilità. l’uso dei social riguarda tutti, a maggior ragione gli associati, storicamente portatori di valori etici e che rivestono un ruolo di garanti del rispetto delle regole, sia esterne che interne all’AIA – ha spiegato Senesi introducendo i relatori -. Quando entriamo in campo o parcheggiamo male un’auto siamo sempre pubblicamente riconoscibili più per il nostro ruolo, cioè come arbitri, che per il nostro vero nome: la leggerezza del singolo può diventare una macchia per tutti. Fate tesoro di quanto apprenderete stasera e trasferitelo nelle vostre sezioni per diffondere conoscenza e consapevolezza anche nei più giovani”

Federico Marchi ha dato le mosse al webinar con il tema “Il Codice Etico e l’uso responsabile e consapevole dei social network”: “Spesso diciamo che siamo arbitri all’interno del terreno di gioco e soprattutto all’esterno di esso. collante nella linea mediana della nostra quotidianità è il valore del fairplay che diventa stile di vita – ha detto il direttore della Rivista “l’Arbitro” -. Sottoscriviamo il Codice Etico il giorno in cui diventiamo arbitri: non abbiate paura del web e dei social network perché sono entrati a pieno titolo nella nostra vita, ma riempiamoli di qualità. Eleviamo noi stessi e quello che rappresentiamo: nel nostro caso, l’essere arbitri”

Il Procuratore dell’AIA Rosario D’Onofrio è entrato nello specifico delle procedure disciplinari in vigore, in caso di utilizzo improprio dei social, esponendo degli esempi concreti:” Oggi anche le squadre dilettantistiche, quando le designazioni vengono rese note, vanno a controllare i social dell’arbitro che li dirigerà nella prossima gara. A volte basta un commento o un like inopportuno per essere sottoposti a un provvedimento disciplinare. Essere social fa parte della nostra quotidianità ma dobbiamo farlo con cognizione di causa: ricordiamoci che ciò che pubblichiamo parlerà di noi anche in futuro”.

Dopo aver portato i saluti del Presidente Trentalange e del Vice Presidente Baglioni, che non hanno potuto essere presenti per la preparazione del webinar dedicato agli arbitri neo immessi, Katia Senesi ha voluto ringraziare i colleghi e componenti del Comitato Nazionale Stefano Archinà e Luca Marconi presenti ai lavori: “la vostra presenza fortifica il progetto e testimonia la condivisione vera dei passi che facciamo tutti insieme”. “Questo momento è un’ulteriore prova di come, su temi anche delicati ma sicuramente attuali e utili nella quotidianità, la nostra associazione sia permeata di forte spirito di colleganza dalla base fino al vertice”, ha spiegato Marconi, al quale gli ha fatto eco Archinà: “Approfittate dei social per fare un uso positivo della vostra immagine attraverso una comunicazione in linea coi valori dell’Associazione. Fatevi conoscere per trasmettere la gioia che si prova ad arbitrare. Siete arbitri che studiano e si impegnano, alcune di voi sono anche ex calciatrici, promuoviamo il nostro mondo”.

Un pieno di domande, come aveva suggerito l’Addetto Stampa dell’AIA Luca Calamai, da parte delle ragazze hanno permesso al Procuratore D’Onofrio di fare chiarezza su esempi pratici che hanno toccato da vicino il vissuto delle nostre associate e che hanno stimolato una grande curiosità.

“In questo webinar sono usciti degli spunti molto interessanti, con domande estremamente pertinenti – ha concluso Calamai –: i quesiti e le risposte date potranno diventare materiale utile per il prossimo Corso Arbitri, per spiegare ai futuri direttori di gara come avvicinarsi all’aia. voi, con coraggio e attenzione, con la comunicazione che fate sui vostri profili social, siete il migliore veicolo per raccontare la grande gioia dell’arbitraggio”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

Copyrights © 2021-2022 Tutti i diritti riservati
Associazione Italiana Arbitri