Un’accoglienza degna della grande passione manifestata al Corso

Un’accoglienza degna della grande passione manifestata al Corso

Sezione di Ragusa

Una video call solo per loro, i nuovi arbitri. Iniziativa originale della Sezione AIA di Ragusa, che il 7 febbraio ha dato il benvenuto agli associati freschi d’esame dinanzi i loro colleghi; una sorta di consacrazione prima dell’esordio sui campi. Giovani che sono parte integrante di un progetto e che rappresentano il futuro del presidio arbitrale ragusano. E non ci poteva essere modo migliore per trasmetterglielo, con una degna quanto familiare accoglienza.   

In apertura di lavori il Presidente sezionale Andrea Battaglia ha dato innanzitutto il benvenuto ai sette neofiti, che già al Corso avevano manifestato tanto passione: Giuseppe Bellassai, Flavio Calabrese, Ciccio Cannizzo, Marco Salvatore Incremona, Michele Messina, Antonello Mineo e Sebastiano Vecchio. Ha quindi evidenziato loro le prerogative basilari dell’arbitraggio: “Passione, impegno, serietà e compostezza devono essere le pietre miliari per onorare al meglio il ruolo di direttore di gara. La conoscenza del regolamento, lo studio approfondito dei vari aspetti di difficoltà che una gara può generare sono elementi fondamentali che non bisogna mai dimenticare. Non bisogna avere vergogna – detto ancora Battaglia – a chiedere consigli ai colleghi più anziani per eliminare dubbi che potrebbero ritorcersi nel percorso arbitrale”.

Altro intervento, quello del Vicepresidente di Sezione Gigi Bellassai: “Fare parte dell’AIA aiuta anche nella formazione morale e sociale di ogni individuo. L’arbitraggio contribuisce ad accrescere i valori di correttezza, di rispetto per il prossimo e quindi un inserimento qualitativo nelle attività della vita quotidiana”.

A ruota il Referente atletico sezionale Roberto Massari, che ha sottolineato come una buona condizione fisica sia importante per arbitrare: “Senza una adeguata preparazione difficilmente si potranno ottenere prestazioni ottimali. Sono e sarò a disposizione di tutti voi per un programma di lavoro anche differenziato per le vostre esigenze fisiche. Accordatevi con chi dirige gare di categorie superiori per entrare in una metodologia di allenamenti adeguati”.

Infine il gradito intervento di qualche neo arbitro: “Spero che questo percorso mi possa portare lontano”, ha detto Giuseppe Bellassai. Ciccio Cannizzo invece vede già “una famiglia in questa Sezione e farò di tutto per crescere”. Poi l’impressione di Flavio Calabrese: “Sono onorato ed entusiasta. Non vedo l’ora di andare in campo”. In ultimo quella di Marco Salvatore Incremona: “Che questa esperienza mi possa servire anche nella vita di tutti i giorni”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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