Viaggio nelle regioni - Malacart (CRA Piemonte - Valle d'Aosta): "La formazione tecnica è fondamentale"

Viaggio nelle regioni - Malacart (CRA Piemonte - Valle d'Aosta):

CRA Piemonte e Valle d'Aosta

Fabrizio, qual è il bilancio del tuo primo anno da Presidente del Comitato Regionale?

“La Stagione Sportiva, la mia prima come Presidente del Comitato Regionale Arbitri Piemonte – Valle d’Aosta, si è conclusa con un bilancio positivo, nonostante alcune difficoltà sostanziali riscontrate nei primi mesi per la carenza di organico.

Siamo partiti con un numero esiguo di arbitri, ma soprattutto di assistenti. Il periodo di inattività o comunque, di scarsa attività della precedente Stagione ha allontanato dalla pratica arbitrale molti giovani cambiandone la scala di priorità e gli interessi di vita. Di certo, questo non è stato solo un problema del nostro Comitato, ma si è trattato di un momento complesso da fronteggiare a livello nazionale.

Questa situazione ci ha costretto a disputare numerose partite di Promozione senza assistenti arbitrali ufficiali, con un meccanismo di rotazione tra i gironi, volto a garantire a tutti le medesime opportunità senza pregiudicare nessuno.

Nonostante queste difficoltà, i Campionati sono andati avanti in modo positivo. Con il supporto del Settore Tecnico dell’AIA abbiamo raggiunto importanti risultati sotto il profilo formativo, lavorando anche sulla mentalità che debbono possedere tutti gli associati che ambiscono a far bene nelle categorie nazionali.

L'arbitro moderno non è solo un atleta in grado di prendere decisioni corrette sul campo, ma anche un abile comunicatore, capace di gestire le relazioni interpersonali e di dimostrare sempre la voglia di crescere e migliorarsi. L’insieme di tutti questi aspetti porta al raggiungimento dei traguardi più importanti”.

 

Come hai inteso sviluppare il tuo ruolo in questa prima Stagione alla guida del Comitato?

“Credo molto nel valore della squadra e nel contributo che ognuno può dare per quanto di propria competenza. Ho curato in prima persona i rapporti con la CAN D per le gare delegate e le designazioni del Campionato di Eccellenza lasciando molto spazio ai Componenti.

Ho cercato di essere un supervisore impostando un rapporto di massima collaborazione con le Sezioni, in particolare, il reclutamento mi sta molto a cuore.

Pur con differenze anche significative tra le realtà locali, i numeri sono stati nel complesso soddisfacenti e hanno consentito di far fronte alle esigenze immediate. I primi corsi arbitro sono stati un’autentica boccata di ossigeno.

In questa critica situazione di carenza di organico, non posso dimenticare la generosità e l’altruismo con cui gli arbitri nazionali di vertice si sono messi a disposizione per dirigere gare regionali e locali. Tra tutti cito Marco Serra, Davide Miele, Marcello Rossi, Salvatore Affatato, Damiano Di Iorio e tanti altri colleghi che hanno dato il loro contributo, dimostrando così un forte spirito di attaccamento all’Associazione”.

 

Quanto è importante la sintonia con le Sezioni, la solidarietà tecnica, ma anche la collaborazione per gli aspetti logistici?

“È fondamentale. I Presidenti di Sezione sono stati sempre disponibili e partecipativi, con alcune eccellenze. Altre Sezioni hanno faticato un po’ di più, ma ritengo sia un aspetto fisiologico. Tutti, comunque, sono stati disponibili, non solo nel recepire le indicazioni tecniche del Comitato, ma anche nel fornire supporto per le attività tecniche e formative svolte in corso di Stagione. Per questo grande aiuto io e la Commissione non possiamo che essere grati”.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà e quali le più grandi soddisfazioni?

“Le maggiori difficoltà le ho incontrate a inizio Stagione. È stato il mio primo anno da Presidente e, nonostante avessi già un’esperienza come Componente, ho dovuto prendere confidenza con il nuovo incarico e con tutte le responsabilità connesse.

Inoltre, proprio nei primi mesi, ci siamo trovati in affanno, per l’esiguo numero di arbitri ed assistenti a disposizione rispetto alle gare da designare. Con il passare del tempo, queste difficoltà si sono ridotte, tranne che per quanto riguarda il gruppo degli   assistenti. Infatti, abbiamo designato anche molte gare delegate dalla CAN D, trovandoci poi con numeri insufficienti in certi momenti della Stagione.

Invece, in merito alle soddisfazioni, mi sento fortunato poiché il mio è un ruolo che dispensa immense gioie. Se penso ai numerosi successi dei nostri arbitri di vertice, tra tutti la promozione di Matteo Gualtieri alla CAN, tanti sono stati gli arbitri e gli assistenti nazionali che sono transitati alle categorie superiori.

Per quanto riguarda gli ambiti regionali e le soddisfazioni vissute più da vicino, sono felice ed orgoglioso di aver contribuito a creare un gruppo di giovani con la giusta mentalità sia per affrontare l'impegno nazionale sia per dimostrare il proprio valore. Loro conoscono la valenza della sana competizione ed il senso della parola “squadra”. Stanno imparando a capire che mettiamo a loro disposizione il massimo possibile della formazione e, per il futuro, le risposte sono veramente incoraggianti”.

 

Quali sono stati gli aspetti su cui hai maggiormente lavorato durante la scorsa Stagione?

“Per mia natura, sono orientato a dare valore alla parte tecnica, infatti, abbiamo lavorato molto su video e match analysis. Abbiamo dedicato tanto tempo alla formazione, perché, per dei ragazzi così giovani, questo aspetto fa la differenza. Oltre a ciò, abbiamo investito molto sulla mentalità: per ottenere successo bisogna essere disponibili, recettivi e capaci di fare squadra. Credo che questa sia l’unica ricetta per essere vincenti anche a livello individuale”.

 

Cosa ti aspetti dalla prossima Stagione? Quali sono gli obiettivi per il futuro?

“Auspico di risolvere il problema di carenza di assistenti, per garantire la loro presenza in ogni gara del Campionato di Promozione. Dovremo impegnarci molto con le società per far comprendere l’importanza del doppio tesseramento.

Infatti, uno degli obiettivi principali da perseguire è un solido reclutamento alla base, poi, desidero che le Sezioni acquisiscano consapevolezza della necessità di una linea tecnica comune, che deriva dall’AIA e dal Settore Tecnico, ovvero la solidarietà tecnica.

Infine, proseguiremo sulla strada tracciata con i ragazzi delle categorie regionali: l'obiettivo è formare e selezionare associati che possano far bene nelle categorie nazionali”.

 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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