Woman Project: il ruolo dell’assistente con Paolo Calcagno

Woman Project: il ruolo dell’assistente con Paolo Calcagno

Commissione Woman Project

Si è svolto in modalità telematica il secondo incontro del “Woman Project”, incentrato sul ruolo dell’assistente arbitrale. Una serata dal taglio prettamente tecnico, che ha visto la partecipazione degli assistenti e degli osservatori donna che operano a livello nazionale, delle donne selezionate dai Comitati Regionali che ricoprono il ruolo di arbitro, assistente e osservatore a livello regionale, di altre associate che non fanno parte del Progetto nonché dei 20 Coordinatori regionali.

La riunione è stata aperta da Carina Susana Vitulano, Responsabile della Commissione di studio per la realizzazione del Woman Project che, insieme ai Componenti Maria Giovanna Alibrandi, Cristina Anastasi e Marta Atzori, dopo aver presentato il relatore della serata il Vice Responsabile del Settore Tecnico Paolo Calcagno, ha esortato le ragazze presenti ad essere curiose e a porre domande. “Paolo è stato uno dei più grandi rappresentanti a livello italiano e internazionale del ruolo dell’assistente, non solo perché ha partecipato ai Campionati del Mondo in Sudafrica nel 2010, ma anche perché ha partecipato a diverse Semifinali di Champions League nonché a 200 gare di Serie A”.

In seguito, l’incontro è entrato nel vivo. L’ospite, partendo dal concetto di “priorità”, ha cercato di dare degli spunti interessanti su come approcciare il ruolo dell’assistente. “L’assistente non può vedere tutto, deve capire la priorità del momento scegliendo cosa vedere. Quindi, la priorità dell’assistente varia istante per istante e può cambiare più volte anche nell’arco di pochi secondi. A volte la priorità sarà l’allineamento, a volte la valutazione di un fallo e altre volte l’osservazione di diverse situazioni di gioco. La capacità di spostare l’attenzione da una situazione di gioco ad un’altra e, quindi, di capire la priorità del momento è la qualità più importante che un assistente possa avere. Voi dovete cercare di interiorizzare questo concetto”.

Inoltre, durante la gara è fondamentale utilizzare correttamente il focus visivo e conoscere i limiti della propria visuale periferica. “La visuale periferica - ha affermato Calcagno - è una visuale meno precisa e chiara rispetto al focus. A seconda dei casi, il focus deve essere sull’allineamento e la visuale periferica sull’azione, mentre in altri casi il focus deve essere sull’azione e la visuale periferica sull’allineamento. L’assistente deve capire qual è la priorità del momento per poter valutare correttamente un fuorigioco oppure un fallo”. Al fine di migliorare il focus visivo e la visuale periferica, Calcagno ha mostrato, con l’ausilio di filmati, diversi esercizi da fare sul terreno di giuoco.

“Lavorate e fatevi vedere vogliose di imparare perché qui c’è posto per tutti”. Con queste parole la Responsabile del Progetto Carina Vitulano ha ringraziato il relatore nonché i presenti concludendo l’incontro.

 

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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